Orbàn Bèla:
Purim- Jom Kipur- Jom Kipurim
Il culto di 18.09.2010 - tradotto dall’ungherese
Oggi tutto il popolo ebraico digiuna (non mangia e non beve niente) per circa 25 ore, e si presenta davanti a Dio.
Potremmo a lungo discutere sul fatto di quanto sia importante o necessario il festeggiamento del Jom Kipur per gli ebrei che hanno già riconosciuto il Messia, nella persona di Yeshua HaMasshia .
Come Pesach, così anche Jom Kipur può essere tutti giorni, e deve essere tutti giorni per ognuno di noi.
L’importanza e il profondo significato di questa festa sta anche nel fatto, che nel periodo del Jom Kipur, il sommo sacerdote digiunava per lungo tempo (per 10 giorni), e si preparava per entrare nel Luogo Santissimo, ed era l’unico giorno dell’anno in cui poteva pronunciare il nome di Jahve, il nome di Dio.
Il sommo sacerdote si preparava per entrare nel Luogo Santissimo ravvedendosi, purificandosi per poter rappresentare il popolo davanti a Dio, e se nel caso suonava il campanello, allora dovevano tirare fuori il morto, riceveva lui il giudizio per il popolo.
Come dei sacerdoti, per mezzo di Yeshua HaMassia, abbiamo libero accesso alla presenza di Dio.
Quanto è importante e seria questa festa ebraica, alquanto deve essere anche per noi, che abbiamo il privilegio di poter presentarsi davanti al trono di Dio tutti giorni.
Come dobbiamo preparaci, purificarci, e ravvedere per quest’incontro?
- Con un totale purificazione, dedizione di vita, e chiarendo –riordinando il nostro patto e rapporto con Dio, e pentendosi dai nostri peccati – standoci sulla via della santificazione con un continuo ravvedimento dai nostri peccati, i quali lo Spirito Santo man mano ci mostra.
Anche Yeshua HaMasshia, come Sommo Sacerdote, si è purificato e si è convertito al Padre, però con un altro tipo di conversione, Lui è, e sempre è stato vicino al Padre, ma doveva essere preparato come tutti gli altri, per il ruolo del Sommo Sacerdote.
La lettura della Bibbia del giorno di Jom Kipur, è Levitico 16 (la mattina),e Levitico 18 (il pomeriggio).
Levitico 16:1-2 – L’Eterno parlò a Mosè dopo la morte dei due figli di Aaronne, che morirono quando si presentarono davanti all’Eterno con fuoco profano. L’Eterno disse a Mosè: “Parla ad Aaronne, tuo fratello, e digli di non entrare in qualsiasi tempo nel santuario, di là del velo, davanti al propiziatorio che è sull’arca, perché non abbia a morire, poiché io apparirò nella nuvola sul propiziatorio.
Da questo momento in poi, che il sommo sacerdote entra una volta all’anno nel luogo santissimo, e il motivo del tempo prestabilito è la morte dei figli di Aaronne, i quali hanno approfittato che erano discendenti di Aaronne.
Levitico 18:3-5 - Non farete come fanno nel paese d’Egitto dove avete abitato, e non farete come fanno nel paese di Canaan dove io vi conduco; voi non camminerete secondo le loro usanze. Metterete in pratica i miei decreti e osserverete i miei statuti per conformarvi ad essi. Io sono l’Eterno, il vostro Dio. Osserverete i miei statuti e i miei decreti, perché, se uno li mette in pratica, vivrà per mezzo di essi. Io sono l’Eterno.
“Non farete come fanno nel paese d’Egitto” e “non farete come fanno nel paese di Canaan” – devi dimenticare il tuo passato! La persona nata di nuovo se la deve dimenticare il suo “Egitto”,chi è in Cristo non può più vivere secondo il mondo! E l’avvertimento che quando entriamo nella terra di Canaan, nella terra promessa, là ci sono ancora una moltitudine di tentazioni: ci sono i popoli antichi, i nostro vecchio carattere, le tentazioni.
Dio parla al presente: dimentica il passato e custodisci il futuro! Non vivere come nell’Egitto, e fai attenzione, perché in Canaan trovi delle tentazioni.
Jom Kipur – Pur(im)
Purim - il plurale di Pur, che significa sorte, destino
Nel libro di Ester, c’è una descrizione sul destino di Haman e sul destino del popolo di Dio. Dio ha mostrato attraverso questa storia quale il destino che attende a coloro che toccano il Suo popolo. Lui protegge il Suo popolo. Haman era una persona potente che voleva far fuori tutti gli ebrei, ma le cose hanno preso una piega diversa, ma la situazione si è capovolto, e il male è caduto su lui.
Nel Purim, come c’è scritto nel libro di Ester, Dio ha rivelata la Sua volontà.
Oggi è Jom Kipur (destino), è il tuo destino personale. Gli ebrei vivono questo giorno come il giorno quando ad ognuno viene segnato la sua sorte, e stanno 25 ore in digiuno, un periodo di ravvedimento per le cose del passato, per poter entrare nella porta della sorte che si apre e si rinchiude in questo giorno, per essere scritti per l’anno avventuro nel libro buono, destinati per un futuro buono.
Io descriverei questo giorno come Jom KipurIM, “i destini”. Siamo responsabili, non solo per la sorte personale, ma anche per gli altri, quindi parliamo di destini. Dio ci ha rivelata i destini che c’ attendono, e hai la possibilità di decidere il tuo destino, intesa come il ravvedimento e la vita eterna.
Prenderei Haftara della settimana che viene letto da Mafter.
Il Mafter è quell’anziano che conosce e sa leggere ancora gli Scritti originali della Bibbia. Quell’anziano che sapeva per certo, che nella Torah non è stato fatto nessuna modifica. il più anziano che conosce le scritture ebraiche, le scritture del Torah, sa leggere anche le profezie dall’ originale, il continuo e il custode della tradizione, il membro anziano che non solo ha delle conoscenze, ma ha anche dell’esperienza. Sempre di meno sono gli anziani che conoscono e sanno leggere i testi originali, per questo motivo al posto del Mafter prende la lettura il Rabbino. E questo fatto da una parte è buona, perché Dio ha provveduto che anche le generazioni più giovani possano leggere e tramandare le Scritture, ma anche pericoloso, perché il giovane non insegna per esperienza, ma tramanda cosa imparato dagli altri, o delle proprie idee.
Io vorrei essere Mafter, vorrei farvi conoscere le Parole di Dio attraverso la mia testimonianza, attraverso il mio vissuto, come è dovuto da un ebreo più anziano, e leggo Isaia 57 (che viene letto la mattina del Jom Kipur)
Isaia 57: 14-15 “Appianate, appianate, preparate la via, rimuovete gli ostacoli dalla via del mio popolo!” Poiché così dice l’Alto e l’Eccelso, che abita l’eternità, e il cui il nome è “Santo”: Io dimoro nel luogo alto e santo e anche con colui che è contrito e umile di spirito, per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare il cuore dei contriti.
“rimuovete gli ostacoli dalla via del mio popolo” nella traduzione ungherese usa il termine “togliete via ogni scandalo” nel ebraico usa la parola “miksol” che significa inciampo, nel senso trans figurativo “ciò che induce a peccare” – dobbiamo togliere via ogni ostacolo, per evitare che nessuno inciampi, urti, o cadi nel suo cammino.
Quante volte accade ai cristiani, e agli ebrei che vengono bloccati dagli altri, facendolo inciampare, e vengono impediti nel adempiere la loro chiamata…
Rendetelo libero il cammino del mio popolo, che possa incontrare con me…
Che cosa può essere motivo di inciampo?
- Quando da ragazzo giocavo a calcio, per impedire l’avversario di prendere la palla, essendo piccolo di statura e poco svelto, facevo cadere loro in modo regolare: quando la palla era vicino al loro piede, tiravo un calcio, e l’avversario assorbendo il colpo cadeva… come spesso accade anche nel Corpo di Cristo, con la Parola stessa tiriamo un calcio, e facciamo cadere l’altro… prendo un versetto fuori del suo contesto, magari qualcosa delle lettere di Paolo, e faccio cadere l’altro. Faccio cadere l’ebreo che non possa adempiere la sua chiamata, il suo mandato, e per fare tutto ciò uso la Parola. Così, come un fariseo, usando la Parola in modo scorretto, diversamente come deve essere usata, e per scopi diversi.
- Poi coloro che corrono più veloce della loro forza possono essere buttati giù facilmente con una piccola spinta, basta solo a toccare con un dito e cade con la pancia in giù per terra. Quei cristiani che corrono, vanno in fretta, è molto facile a far cadere. Bisogna conoscere i propri ritmi, e mantenersi ad esso. Devo conoscere la mia strada data da Dio, per non cadere nel laccio del nemico.. se sono slanciato più del dovuto, basta a toccarmi poco-poco e cado in un attimo, oppure se sono troppo lento, non riesco andare oltre… dobbiamo conoscere i nostri ritmi.
Due tipi di scandali (ostacoli) esistono: la buca, o l’altura
Isaia 40:4 – Ogni valle si colmata e ogni monte e colle siano abbassati, i luoghi tortuosi siano raddrizzati e i luoghi scabrosi appianati.
Che cosa è quello che ci divide, quale offesa separa l’ebreo e non ebreo, messianici e cristiani?
Qual è la buca che ci fa inciampare?
- Anche nella guerra usavano questa tattica per far cadere i cavalli, scavavano una buca il quale coprivano col fieno. Che tipi di trappole piazziamo uno contro l’altro, e che tipi di idoli, alture c’innalziamo per bloccare l’altro nel suo cammino?
- “Guarda in alto”… possiamo far diventare idolo l’ebreo o il pastore, o qualsiasi altra persona che appartiene il popolo di Dio, e in questo modo rendere impossibile che adempisse la sua chiamata.- gli indico di guardare in alto, a vedere quanti grandi ministeri, servizi e successi ci sono, e mentre guarda in alto per osservare, non guarda davanti ai suoi piedi, e trova un ostacolo e cade.
Ci sono tanti modi per scandalizzare, io ho portato solo alcuni esempi…
Togli la pietra d’inciampo -che è peccato-, tappa le bucce, per evitare che alcuno cade, non nascondere se esiste un burrone tra te e lui, iniziate ad appianare la via! – questa è la Parola di Dio anche oggi nel Jom Kipur, quando bisogna fare luce su ogni cosa
“Io dimoro nel luogo alto e santo e anche con colui che è contrito e umile di spirito, per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare il cuore dei contriti.” –Dio dimora nel luogo alto e santo, noi spesso gli rivolgiamo come se fosse un uomo, un compagno, uno chi sta nella nostra disposizione, e l’umiltà è sempre più raro…
Lo scandalo è dappertutto, non lasciamo agire la Parola di Dio, oppure lo usiamo in modo inopportuno, biasimando uno col’altro.
Ebreo e cristiano che proseguono nella stessa strada, non stanno correndo una gara… !!!
Se osserviamo la corsa veloce, con un colpo di spalla si può far cadere l’altro… dobbiamo a camminare uno affianco l’altro, ma dobbiamo tenere le distanze di sicurezze, per non buttare per terra l’altro… non è una gara, ma una corsa parallela, altrimenti ci sbattiamo con le spalle, o facciamo gara di forze, e cominciamo a dire: io ho una grande comunità, io ho una grande chiamata, io ho un gran ministerio, ecc … anche questo è scandalo… se tu t’innalzi troppo cadrà il tuo fratello, prova ad essere umile, perché Dio è misericordioso con gli umili .
Isaia 58:1-3 – Grida a squarciagola, non risparmiarti; alza la tua voce come una tromba e dichiara al mio popolo le sue trasgressioni e alla casa di Giacobbe i suoi peccati. Mi cercano ogni giorno e desiderano conoscere le mie vie, come una nazione che pratichi la giustizia e non abbandoni la legge del suo Dio, mi chiedono dei giudizi giusti e desiderano avvicinarsi a Dio. Essi dicono: “Perché abbiamo digiunato, e tu non l’hai visto? Perché abbiamo afflitto le nostre anime, e tu non l’hai notato?”. Ecco, nel giorno del vostro digiuno voi fate ciò che vi piace e costringete a un duro lavoro i vostri operai.
Cercano Dio in modo sbagliato, come anche oggi, gli ebrei cercano Dio, ma non la trovano, vanno nella sinagoga, si riuniscono nel loro popolo, nella loro famiglia, ma è solo una riunione culturale e sociale tutto ciò, e sono convinti che stanno facendo la cosa giusta, come spesso si comportano anche i cristiani: Digiuniamo, ma nel modo sbagliato, andiamo qua e la, e cerchiamo la compagnia degli altri, e vogliamo piacere agli altri, ma non Dio che stiamo cercando.
Isaia 58:6 Il digiuno di cui mi compiaccio non è forse questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo e che si lascino andar liberi gli oppressi, e che voi rompiate ogni giogo?
“che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo e che si lascino andar liberi gli oppressi, e che voi rompiate ogni giogo” – rendi liberi coloro che tu stesso stai tenendo come prigionieri, verso ai quali hai delle aspettative, e nello stesso tempo rompi il giogo di quelli che hanno la presa su di te.
Sì, è veramente difficile staccare dalla famiglia, è difficile rompere il giogo della comunità, è difficile uscire dalla presa del pastore, è molto pesante, ma è un ordine.
Pagalo il prezzo di poter incontrare Dio, scogli ogni legame che ti lega. Togliti da dosso, scuotiti da dosso ogni giogo, e nello stesso tempo ridargli la libertà anche ad altri.
Dio ti vuole vedere libero, e questo è il vero digiuno! non dobbiamo tormentarci, e cercare di soddisfare le esigenze, come i pagani..
Cosa ami così tanto che te la stai tenendo stretto-stretto? Chi è che ti ama al punto che ti soffoca? l’amore della mamma, l’amore dei genitori, l’adorazione della comunità? Potrei elencare, cosa devi lasciare andare, e chi deve darti libertà… per stringere la mano ci vogliono due persone, il legame del presente, tu l’hai acconsentito, o l’hai lasciato a fare, oppure l’hai accettato...ma è vero anche l’opposto, lascia libero l’altra, non stringere a morte l’altra, non stringere a morte il tuo borsellino, perché poi ti ucciderà..
Qual è il digiuno che dobbiamo fare, ognuno di noi esami per sé, per spezzare le catene della malvagità bisogna conoscere prima che cosa è la malvagità, e per sapere abbiamo bisogno della legge.
Lasciando andare liberi gli oppressi, rendendoglieli la libertà, saranno loro poi a rompere ogni giogo.
Il primo passo è quello di lasciar andare libero il tuo figlio adulto, che lui possa rompere i suoi gioghi, che possa farsi forte e vivere come un uomo adulto, possa vivere quello dove sei stato un impedimento per lui. Lascialo libero, che possa essere fortificato, vivere e crescere, fare le sue battaglie, le battaglie della sua vita col aiuto del Liberatore.
Isaia 58:7 Non è forse questo: che tu rompa il tuo pane con chi ha fame, che tu porti a casa tua i poveri senza tetto, che quando vedi uno nudo tu lo copra e che non trascuri quelli della tua carne?
Interpretando in modo umanistico, significherebbe a donare ai poveri, alle vittime delle inondazioni, ma credo che non è questo che Dio voglia a dire.
“che tu rompa il tuo pane con chi ha fame, che tu porti a casa tua i poveri senza tetto” - bisognerebbe aprire la Bibbia, e se hai un messaggio, allora dividilo anche con gli altri. il pane spezzato…è Cristo stesso… dare agli affamati. E lo sai quanti affamati ci sono tra questi 7 miliardi di persone?
Il messaggio di Dio è questo: Che devi andare tu a dare a mangiare agli affamati, perché hai Vita, hai la Parola, e sei sotto la giuda dello Spirito Santo, quindi comprendi, vedi, e senti la Parola, ma non appartiene a te, la devi condividere.
“che tu porti a casa tua i poveri senza tetto” - quante persone sono senza protezione… fai entrare qualcuno dentro il tuo cuore, per “coprire” con delle preghiere, nello spirito. Proteggere le vedove e gli orfani, quelli che devono essere protetti nelle comunità … questa è la volontà di Dio, ed è questa è il vero digiuno, quando rinunci di te stesso, e non si tratta di mortificazione umanistica, ma dare dal tuo superfluo, se hai una casa, allora hai del calore, e c’è Qualcuno che abita dentro
“quando vedi uno nudo tu lo copra e che non trascuri quelli della tua carne” – qua non parla di dare il capotto prima dell’inverno, o di tirare fuori dal sotto armadio tutte le cose superflue per dare ai meschini. Rivestire… rivestire il tuo figlio dicendoli : sei uomo; oppure dicendo al tuo fratello: non l’hai notato, che è questo è il tuo mantello? Non te ne accorgi, che Dio ti ha dato un’autorità, un vestito ornato, un ministerio che appartiene a te? Dire al servo di servire verso di te! coprire chi è nudo… Dare l’autorizzazione al tuo marito o alla tua moglie… ungere il piede di Yeshua HaMassia…
Isaia 58:8 – Allora la tua luce irromperà come l’aurora e la tua guarigione germoglierà prontamente, la tua giustizia ti precederà e la gloria dell’Eterno sarà la tua retroguardia.
Molti sono convinti che digiunare significasse stare senza mangiare, pagare la decima, mortificare noi stessi… no, il vero digiuno è rendere libere le persone, ed assicurare l’ordine, dando casa a chi dobbiamo dare, rivestire- riconoscere la chiamata, il ministerio, il compito dell’altra persona. Questo è il vero digiuno. Dio sa, che noi siamo ostinati a comportare in questo modo. Perché se qualcuno deve servire verso di noi, subito tendiamo a pensare che siamo migliori di lui, e che non può insegnarci niente di nuovo… subito viene il pensiero, di non voler autorizzare l’altro, anzi voglio io la sua gloria, il suo riconoscimento, e il suo guadagno.. “voglio il regno per me, e tu puoi essere un mio subordinato”… il digiuno è quando riconosco che anche il mio fratello ha il mantello per il suo ministerio… quando rinuncio di essere sempre io in tutto per tutto… il digiuno è quando ricevo una Parola, e chiamo anche gli altri, per poter condividere con loro… il digiuno è quando prendiamo il corpo di Cristo, e spezziamo insieme il pane della comunione …
Isaia 58:9 Allora chiamerai e l’Eterno ti risponderà, griderai ed egli dirà: “Eccomi”
Il Padre è il padre, e sta insieme tutta la famiglia… c’è del pane spezzato, ognuno vestito con il proprio mantello, il nudo ha con che vestire, il senzatetto ha una famiglia che lo copre e lo protegge, e questo ci trasmette l’idea del Sukkoth (la festa delle tende): Accoglilo nella tua tenda la tua famiglia, sii una famiglia davanti a Dio!
Dio vuole che sia edificato il Corpo di Cristo! (non ci siano nudi, ma servi, non ci siano senzatetto, ma tutti abbiano con che coprirsi, sia pane cioè ravvedimento, e ci sia la parola vivente)… e sarà luce… aurora... e vita.
“Se tu togli di mezzo a te il giogo, il puntare il dito e il parlare iniquo” – Isaia 58:9 - Se smetti di dire che sei il pastore, il pastore principale, il braccio destro del pastore ecc , se non avrai più giogo sul tuo collo e smetti di farti vedere quanto sei più bravo dagli altri, allora sarà luce per te … allora Dio ti rivolgerà la parola, e smetterai di raccontare scemenze al conto degli altri, e vivrai, ed avrai del pane e del manto, e farai parte della famiglia, del popolo di Dio, e Lui ti parlerà. Finché punti il dito verso gli altri, stai occupando dei fatti che non ti riguardano, pensi che gli altri siano migliori di te oppure tratti gli altri come se fossero là per essere al tuo servizio, fino a quel momento Dio non ti parlerà. Quelli che vogliono signoreggiare su di te ti diranno: più stai a soffrire e a digiunare, più benedizione riceverai… dai la tua decima, e te lo riavrai 10 volte di più, dona, e lo riavrai moltiplicato… e con questo ti mettono a digiuno, tiranneggiano, e Dio sta in silenzio, perché sono loro il tuo dio.
Isaia 58:10-11 –“ Se provvedi ai bisogni dell’affamato e sazi l’anima afflitta, allora la tua luce sorgerà nelle tenebre e la tua oscurità sarà come il mezzogiorno. L’Eterno ti guiderà di continuo, sazierà la tua anima nei luoghi aridi e darà vigore alle tue ossa, tu sarai come un giardino annaffiato e come una sorgente d’acqua le cui acque non vengono meno.”
Questo messaggio non è SOLO positivo, perché descrive anche ciò che attende ai credenti: rompere il tuo ultimo pezzo di pane col’affamato non significa che gli dai 10, mentre ne guadagni 2000… ma devi dividere l’ultimo pezzo di pane, quando diventerà tuo fratello.– nelle tenebre, la TUA luce sorgerà tutto ciò in questo mondo tenebroso che deve avvenire, in modo che tu possa cogliere la risposta di Dio
ti guiderà di continuo, sazierà la tua anima nei luoghi aridi e darà vigore alle tue ossa …aridità e le tue ossa sono fragile, perché il tuo portamento sempre di più viene di meno, e Dio ti rinforzerà rassicurandoti a chi appartieni, chi sei, e perché sei il suo seguace.
“E i tuoi (figli) riedificheranno le antiche rovine, tu rialzerai le fondamenta di molte generazioni passate: cosi sarai chiamato il riparatore di brecce, il restauratore dei sentieri per abitare nel paese.”
E i tuoi (figli) riedificheranno, non tu. Ma devi preparare tutto, in modo che tuoi figli siano capaci a riparare le brecce, i muri… è dei tuoi figli il lavoro apostolico.. tu prepari e i tuoi figli ricostruiranno – è un processo continuo
PURIM, significa che Dio ha una decisione: giudicherà ciò che male e manterrà ciò che bene – Dio il Suo popolo lo manterrà, è questa la promessa, ma ha dei criteri - impara a digiunare, e a vivere!
PUR (JOM KIPUR)- questo giorno è tuo, il tuo destino è nelle tue mani
Tu pianti e tuo figlio raccoglie i frutti, tu pianti l’albero delle noci, e lui raccoglierà i noci. In questo modo funziona anche nel mondo spirituale. “tramanda ai tuoi figli”, ma devi faticare tu, che tuo figlio possa ricostruire il corpo di Cristo.
Isaia 58:13-14 – “Se tu trattieni il tuo piede dal violare il sabato, dal fare i tuoi affari nel mio santo giorno, se chiami il sabato delizia, il giorno santo dell’Eterno, degno di onore, se lo onori astenendoti dai tuoi viaggi, dallo sbrigare i tuoi affari e dal parlare dei tuoi problemi, allora troverai il tuo diletto nell’Eterno, e io ti farò cavalcare sulle alture della terra e ti darò da mangiare l’eredità di Giacobbe tuo padre, poiché la bocca dell’Eterno ha parlato”
“trattieni il tuo piede dal violare il sabato” –il significato del sabato, l’incontro con Dio, come nell’Eden… quanto è meraviglioso stare nella presenza di Dio! Ma anche il sabato può essere festeggiato male, come il digiuno. Ma Dio ci chiama di festeggiare i suoi sabati, di mantenere la possibilità di poter incontrare Dio, e la promessa di Dio che troverai il tuo diletto.
che si spezzino le catene della malvagità – scuotiti da dosso ciò che ti sta attaccando, e dichiara di non essere il suo prigioniero: politica, culture false, tutte le sporcizie della media… anche se la fornicazione sta per essere legalizzato anche dallo stato..dichiara che non sei il suo! Renditi libero da tutto ciò… renditi libero dallo schiavitù dei soldi… certamente questo non significa che diventerai frate, ma non sarai prigioniero..
che si sciolgano i legami del giogo –le moltitudini pesi che ti mettono a dosso sta a te a togliertelo! Sei libero di togliertene da dosso, libero di dire no, libero di dichiarare di non voler niente a che fare con tutto ciò che ti lega! Dichiarare alla comunità, al pastore, ai soldi, ecc non appartengo a te, ma a Cristo!
Adesso funziona tutto al incontrario: al posto di spezzare le catene della malvagità sono tutti tolleranti… lasciamolo entrare…i legami come le ragnatele entrano nelle comunità. I cristiani secolarizzati sono sempre di più contrariati dal vero digiuno. Non sanno e da soli non ci riescono rifiutare le mani abbraccianti che si legano attorno come dei legami dorati, catene dorate, ma sono veri e propri legami, catene e manette. Tutto questo bisogna rifiutare, perché secondo Dio questo è il digiuno, ma spesso è il nostro peccato, che siamo affezionati con queste catene e legami.
Lascia libero te stesso, ed anche gli altri.
lascia andar liberi gli oppressi, e che possano rompere ogni giogo –lascia andare gli ebrei per poter adempiere la loro chiamata, possano fluire liberamente le profezie (anche senza di noi vanno avanti le cose, ma sii partecipe anche tu). Lascia andare liberi gli ebrei.. non sono tuoi, non fanno parte di te, non sono cristiani.. ma nel corpo del Messia un popolo diverso, con un compito diverso. Lascia libero nella tua comunità colui che ha un compito da svolgere! Perché non lo lasci? Sei tu che non avrai poi niente da lui, attraverso di lui!
Condividi il tuo pane - hai una Parola, una testimonianza? O hai peccato- spezziamo il pane… andiamo avanti ad altare insieme a rinforzare il patto, disporre i peccati.. Questa è l’autorizzazione di Dio, questo è il digiuno, quando guardo negli occhi il mio fratello, dicendogli che sono arrabbiato con lui, e glielo dico ciò che penso.. questo è il digiuno, quando chiariamo con gli altri, non quando stiamo a baciandosi e facendosi caro-caro. Questo è il digiuno: presentarsi insieme con cuore sincero davanti a Dio.
Credi di essere migliore dagli altri, o essere l’unica comunità giusta… allora che fine hanno fatto i poveri, gli orfani e i vedovi? E quei stranieri che vogliono raggiungerci? Non ci riusciamo tenere le porte aperte, ed accogliere gli stranieri? Bisogna aprire le porte? Che hai? Hai paura che ti toglie il tuo ministerio? Hai paura che devi dare un pezzo di pane in più? Che avrai un problema in più? La risposta di Dio: mettiti al digiuno.. sì è una nuova problema, un ministerio nuovo, in modo che tu possa avere un fratello, un fratello minore, ma Dio attraverso di te vuole a dargli da mangiare (anche con il pentimento ), con il pane spezzato, con la Parola che è pane, anche che tu dagli autorizzazione, dargli una spinta, per cominciare il suo ministerio, dicendoli che so qual è il tuo compito … questo è il digiuno, ma anche un inizio di una vita, l’inizio per una persona, per una famiglia, per una comunità: mi hai accettato?
… nascondendosi, o rubando il vestito (ricordati la storia di Giuseppe), essere arrabbiati con gli altri, e non spezzare coll’altro il pane (che è una trasgressione della legge, perché non posso lasciar passare un giorno senza chiarire)… Così non ci sarà luce!... la luce è stare nella presenza di Dio
L’hai spezzato il pane? L’hai autorizzato ad esempio la tua moglie, dicendogli che sei una brava moglie, una brava madre ( e con questo l’hai anche lucidato il suo vestito)? L’hai autorizzato il tuo figlio, perché anche lui ha già un compito da svolgere?! Ogni uomo ha un compito, le stai preparando il loro di vestito? Lo aiuti ad indossare il manto del loro ministerio? Son consapevole che questi sono grandissimi esami per noi, e dobbiamo con tutta la nostra forza a digiunare per questa direzione. Quando do il mio vestito al mio fratello, autorizzando il suo ministerio, e quando prendo il pane spezzato e lo do all’altro … Dio vuole questo tipo di digiuno da noi. Oggi nelle sinagoghe stanno soffrendo coloro che osservano questo giorno di digiuno. Dio vuole dare un tipo di sofferenza del tutto diverso: vinci su te stesso, renditi libero da te stesso! Come dice anche alle comunità : liberati da te stesso, dallo scopo della comunità persino anche dal pastore puoi essere liberato… toglimi da dosso le mani, io non appartengo a te! Questo è il digiuno, che ha però due lati, perché devo dire anche ai presenti davanti ai quali ho cantato, predicato, servito, che non sono i miei…ma sono i miei fratelli! Sai essere fratello, aiuti a vestire il tuo fratello, oppure sei come i fratelli di Giuseppe, e lo butti nella fossa a causa del suo vestito? …Come i cristiani fanno nei confronti degli ebrei..
Vieni, il granaio è pieno! Dio può darti pane, e anche se gli altri l’hanno buttato via i tuoi vestiti, Dio ti può dare a vestire! Perché il progetto di Dio è già stabilito. Come Purim, sono destini stabiliti, mentre Kipur, Jom Kipur è la tua decisione. Digiuni oppure no? Gli ebrei oggi digiunano, ma Dio questo tipo di digiuno che vuole, per poter poi vivere Kipurim, ciòé il giudizio finale promessa da Dio… destra e sinistra… pecore e capre…ecc…
Kipur –Jom Kipur- Jom Kipurim questo non è biblico, ma è logico… Dio ha dato un destino a Satana, e un destino per il suo popolo. Un destino eterno, e una dannazione eterna…
Dio, nel libro di Ester attraverso la storia del popolo ci fa vedere le sue intenzioni. Oggi, nel giorno di Jom Kipur, il destino è tuo. La decisione dell’inizio del digiuno è tuo. Inizia a digiunare, come abbiamo letto nella Bibbia: Il digiuno di cui mi compiaccio non è forse questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo e che si lascino andar liberi gli oppressi, e che voi rompiate ogni giogo? Non è forse questo: che tu rompa il tuo pane con chi ha fame, che tu porti a casa tua i poveri senza tetto, che quando vedi uno nudo tu lo copra e che non trascuri quelli della tua carne?
Che finalmente possa avvenire l’incontro con Colui che abita nei luoghi alti e santi con quelli che sono umili e contriti di cuore, e possano essere vivificati, e ricevere la vita. E l’inizio della vita è sempre la luce e il chiarore. Lui, la Luce del mondo, ci chiama a digiunare, digiunare tutto il popolo, e questo dovremmo annunciare a voce alta, come inizia nel 58. Capitolo: Grida a squarciagola, non risparmiarti: alza la tua voce come una tromba e dichiara al mio popolo le sue trasgressioni e alla casa di Giacobbe i suoi peccati. – non è giudice.. solo un messaggero.
E sta pomeriggio nelle sinagoghe leggono anche dal libro di Michea 7:18-20 – Qual Dio è come te, che perdona l’iniquità e passa sopra la trasgressione del residuo della sua eredità? Egli non conserva per sempre la sua ira, perché prende piacere nell’usare misericordia. Egli avrà nuovamente compassione di noi, calpesterà le nostre iniquità. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati. Tu mostrerai la tua fedeltà a Giacobbe e la tua misericordia ad Abrahamo, come hai giurato ai nostri padri fin dai tempi antichi.
Qual Dio è come te, mio Signore? si sistemano i rapporti tra i fratelli, con il pane spezzato, con la conoscenza della Parola, attraverso le nostre testimonianze, accettiamo il ministero dell’uno dell’altro, autorizzandolo, e in questo mondo misero non si trova nessuno da solo, perché ognuno ha comunione con il suo fratello, ha copertura, e così attraverso di Cristo è in rapporto con Dio.
E quando questo qualcuno lo esperimenta nella sua vita, allora potrà dire con tutto il cuore, Qual Dio è come te? Perché Lui l’ha offerto la possibilità del digiuno, il quale non è mortificazione di sé, ma una possibilità di poter essere edificati per una casa funzionante, dove non c’è nessuno fuori dalla famiglia, c’è vestito, ministerio, pane, Parola di Dio, e vivono insieme delle vite assestate.
Sia Jom Kipur nella consapevolezza, che Dio ha dato Purim, destino anche a Satana, e anche al suo popolo, e ci sarà Jom Kipurim, quando un giorno lo incontreremo.
Oggi viviamo Jom Kipur, ossia il tuo destino oggi sarà deciso, questo “oggi” non è proprio oggi, 18.09.2010, ma quando comprendi che devi digiunare, dopo il primo frutto gridera: Qual Dio è come te… Lui, che ha fatto luce in questo, per avere luce in Lui!
(Traduzione Samu Zsanett)