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 Insegnamenti

 

 

 

 

 

Libertà

 

24.03.2010

 

 

Béla Orbàn:

 

“Ma chi esamina attentamente la legge perfetta, che è la legge della libertà, e persevera in essa, non essendo un uditore dimentichevole ma un facitore dell’opera, costui sarà beato nel suo operare.” (Giacomo 1:25)

 



“la legge perfetta, che è la legge della libertà” –quante comunità, conduttori, nazioni, alquanto tante leggi e signorie. Mentre la Bibbia parla della legge della libertà, che è perfetto.

 La libertà è la legge perfetta, ma che cosa voglia dire questa libertà?

Si sentono tante storie riguardo alla libertà, persone che hanno perso la loro libertà, e quasi tutti i ragazzi, già dall’età della pubertà vogliono essere liberi… Noi tutti vogliamo essere liberi!

La lettera di Giacomo non fa parte delle lettere più popolari, Lutero, soprannominava come l’evangelo del filo di paglia, dicendo che questo è solo “una congiunzione” delle beatitudini, e non volevano ammettere tra le lettere cannonale protestanti, perché non faceva parte di quel famoso evangelo dell’amore, che è l’umanismo.

Se parliamo di questa perfetta legge della libertà, questa lettera è degna di essere considerata.

Giacomo la indirizzava alle 12 tribù sparse:

“Perciò, fratelli miei carissimi, sia ogni uomo pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira, perché l’ira dell’uomo non promuove la giustizia di Dio. Perciò, deposta ogni lordura e residuo di malizia, ricevete con mansuetudine la parola piantata in voi, la quale può salvare le anime vostre. E siate facitori della parola e non uditori soltanto, ingannando voi stessi. Poiché, se uno è uditore della parola e non facitore, è simile a un uomo che osserva la sua faccia naturale in uno specchio; egli osserva se stesso e poi se ne va, dimenticando subito com’era. Ma chi esamina attentamente la legge perfetta, che è la legge della libertà, e persevera in essa, non essendo un uditore dimentichevole ma un facitore dell’opera, costui sarà beato nel suo operare” (Giacomo 1:19-25).

“chi esamina attentamente la legge perfetta” - parlava di quell’uomo che osserva se stesso nello specchio, e non succedeva nulla. Quanti sabati, domeniche, o in altre occasioni succedono così? Guardo dentro la Parola di Dio, che fa luce sulla mia vita, mi fa vedere delle cose nascoste, che sono in profondità nell’intimo… e m’imbarazzano, sono turbato, e celo le cose che sono saltati alla galla … e non succede niente. La vera storia della libertà, il reale, perfetta legge, se non funziona, allora non succede alcun cambiamento.

Questo è la vita cristiana, la vita del credente?

Che cosa è la libertà?

 La libertà è quando non lo faccio più ciò che mi costringe. Sono libero a non fare delle cose. Sono libero di essere libero.

Non è quella la libertà, quando sono io a dominare sulle cose, ma quando sia nei fatti, sia in tutta la mia vita sono libero a non peccare.  

“Poiché in Cristo Gesù né la circoncisione né l’incirconcisione hanno alcun valore, ma la fede che opera mediante l’amore. Voi correvate bene; chi vi ha ostacolato impedendovi di ubbidire alla verità? Questa persuasione non viene da colui che vi chiama. Un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta. Io sono fiducioso per voi nel Signore che non penserete diversamente; ma colui che vi turba ne porterà la pena, chiunque egli sia. Ora quanto a me, fratelli, se io predico ancora la circoncisione, perché sono perseguitato? Allora lo scandalo della croce sarebbe abolito. Oh, fossero pur recisi coloro che vi turbano! Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà; soltanto non usate questa libertà per dare un’occasione alla carne, ma servite gli uni gli altri per mezzo dell’amore.”

E se leggiamo in Galati 5:6-13, che siamo stati chiamati alla libertà, allora pongo la domanda, cosa vuol dire libertà?

Solamente la conoscenza della Legge, e la grazia, accompagnata dall’ubbidienza porta alla libertà. Libertà dal corpo, dall’anima, dai pensieri, sentimenti, e da ogni cosa, perché Lui, lo Spirito Santo è il giuda della mia vita, e della mia volontà.

 La libertà è perdere la libertà!

Quando Cristo governa in me, la signoria del Messia in me, mi rende libero da me stesso, dalle circostanti, dal mio corpo, dai desideri della mia anima!

2 Corinti 3:17: “Or il Signore è lo Spirito, e dov’è lo Spirito del Signore, lì vi è libertà.”

 Non basta la presenza dello Spirito. La presenza dello Spirito ci esamina, attraverso uno specchio mostra le nostre situazioni, ci ricorda, fa capire, indica, ma la libertà è là, dove sono ubbidiente, dove lo Spirito di Cristo governa il mio interiore. Non cerco di piacere, o adeguare agli altri, legato in qualche schiavitù. Lo Spirito di Cristo, lo Spirito Santo mi rende libero, attraverso la totale donazione e ubbidienza della mia vita.

Romani 8, “nella speranza che la creazione stessa venga essa pure liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio”.

 Il punto culminante della perfetta libertà è il sacrificio compiuto sulla Golgota, che ha vinto la morte - quando realmente il nostro corpo spirituale risusciterà, non sarà schiavo delle leggi fisiche e biologiche che ci legano qui, sulla terra.

Di quanta libertà abbiamo bisogno? Se una malattia mi lega, posso essere liberato, da quell’ostacolo, che mi frena. Perché anche il reuma, o una ferita, o un batterio dominare su di me, in modo che io non possa fare ciò che potrei… ho bisogno della libertà!

La libertà può essere nostra solamente se rinunciamo alla nostra libertà, e l’uomo può essere libero se è UOMO. Ossia vive in quell’ordine della creazione, che lui è uomo, e non è un macchinario!

Sappiamo essere degli uomini nell’ordine della creazione di Dio? Abbiamo accettato noi stessi, per essere liberi? Perché ci sono tanti esseri che camminano in due gambe, a forma d’uomini, ma non adempiono la loro realtà umana nell’ordine divino. Vivono tanto per vivere, esistono per essere schiavi, e ci sono più miliardi di schiavi nel mondo.

 Schiavi del loro corpo, dell’anima, dei pensieri, e il concetto della libertà da loro percepito: essere liberi di fare tutto ciò che si vuole, quindi, peccare = libertà.

È una versione falsa della libertà, che apre la porta al peccato.

Quando l’uomo accetta di essere “uomo”: un essere vivente creato da Dio con delle responsabilità del libero arbitrio, è nei guai, quando vuole scamparsene della conseguenza dei suoi atti. In questi casi, il concetto della libertà viene da lui percepito, come scampare, fuggire dalle conseguenze, evitare l’inevitabile. Invano vuole l’uomo rimanere giovane per sempre, quando c’è un ordine biologico stabilito da Dio: dopo un certo tempo non posso più fare quello che facevo nella mia gioventù, ma nemmeno in età giovane non potevo fare certe cose che sono state date agli anziani.

Dobbiamo aprire noi la porta della libertà.

Dobbiamo dire noi, che voglio uscire da questa situazione della mia vita, ma dobbiamo anche sapere, dove stiamo andando.

La maniglia della porta è nelle nostre mani, Cristo, come la porta, noi dobbiamo “aprire”: vorrei entrare, essere ubbidiente! Non aspettare che saranno altri a liberarti, perché in questi casi solamente sposti da una camera all’altra, da una cella all’altra, illudendoti di essere libero. La libertà è che apro la porta, e cessa di esistere dove ero prima, perché l’uomo non può essere libero nel posto, dove prima era un prigioniero. Bisogna uscire dalla nostra prigione, perché non si può ritornare là, e nello stesso tempo conservare la nostra libertà.

Uscire, lasciare là, rinnegare, e passare oltre, perché se mi lego, non lascio il vecchio, allora non sarò libero.

La disciplina senza libertà è schiavismo, tirannia.

In molte parti del mondo disciplinano, puniscono, fanno rispettare le regole giuridiche, ma non c’è libertà, non c’è possibilità, diritto di scelta, e questa è tirannia, ma nello stesso tempo la libertà senza disciplina è caos. Contradizione? – No. Possiamo notare, dappertutto, sulle strade, sotto nome della libertà, come regna il caos.

 Bisogna entrare nell’ordine, attraverso la porta aperta, dove non regna la tirannia, ma con libero arbitrio possiamo scegliere quell’ordine, che la volontà di Dio, la legge di Dio, la Parola di Dio e la Sua grazia, e guida.

La disciplina senza libertà è tirannia, e molti, come un gregge di pecora, scelgono questo. Da una signoria all’altro, da una tirannia all’altro, tutta la sua vita elegge i suoi re.

La libertà senza disciplina è caos. La libertà di Dio è incompleta senza la Sua Parola e Leggi, senza i Suoi comandamenti. Devono rendere conto chi tengono piccoli il loro “gregge”, che tutti i bambini, alla fine, strapperanno il guinzaglio, e vorranno libertà!

Nell’odierno i cristiani “adolescenti” sono nell’era della rivolta, come anche tutto il mondo si trova “nell’epoca adolescenziale”, nella ribellione, e vuole essere libero! E il legame, cattivo o buono che sia, lo butta via.

 Queste nuove tendenze, metodi veramente portano alla libertà? – No! Sono le caratteristiche degli adolescenti…si ribella il ragazzo, e dopo alcuni anni scopre, che ha fatto male a ribellarsi, perché uscito nello sconosciuto, nella desolazione, e senza indicazioni di come procedere avanti.

La libertà deve essere sempre accompagnato sempre da un traguardo. Uscire alla libertà, senza un traguardo, significa uscire nell’insicuro, come una nichilista, quello non è andare verso la libertà, ma in una schiavitù molto peggiore, nella paura.

 Il nostro cammino ha, e deve avere sempre uno scopo, il verso quale procedere, sapendo dove stiamo andando. E questo scopo, possiamo sapere, solamente se Colui che ha dato la vita, e lo scopo della nostra esistenza,  c’è lo rivela il progetto del percorso della nostra strada.

La libertà è adempire la volontà di Dio, avviandomi sulla strada verso il traguardo.

E in questi casi, quando qualcuno vuole uscire verso la libertà, nella porta d’uscita sta la tentazione, che raggira, inganna con abilità. Può rendere schiavo di una comunità, di un gruppo religioso, basta fargli credere che sei libero. Se riesco convincere qualcuno, che è già libero, ho fatto diventare schiavo, e libero dal mondo entra in un’altra schiavitù.

La libertà vuol dire, che è cambiata la mia vita. La libertà non vuol dire che qualcuno mi dà una via diversa da quello di prima, questo è solo un mutamento. La libertà è quella, che posso vivere in Cristo, quando non mi costringe, non giuda nessun’altra cosa al di fuori di Lui, sono libero di essere libero, sono libero di procedere come Dio vuole, non mi costringe nessun’altra forza esterna o interna, o persona!

La libertà non significa, che attraversiamo in una porta, ed entriamo in un luogo vasto e libero!

La libertà significa, che tutti giorni bisogna combattere per la nostra libertà! Tutti giorni devo guardare qual è il legame che vuole impedire la mia strada, e in che cosa sono legato con lo ieri, in che cosa sono attaccato con il mio passato, ad ogni passo, ogni pezzo di strada, ogni giorno ha il suo combattimento, dove devo vincere su me stesso. E dopo che ho vinto su me stesso, e sono ubbidiente, devo dire di no, a ogni attesa umana e false gerarchie (che dominano nelle comunità).

Devo dire di no, perché è questa la mia unica possibilità, e devo fare il mio combattimento per la mia libertà. Questa non è ribellione, ma combattere per la libertà, per adempiere ciò che Dio ha dato. Spesso anche in me vengono, i dubbi: come fare, e se sto agendo nella maniera corretta.

E bisogna fare attenzione, perché quando voglio piacere, soddisfare altri, sono legato con il mio passato, o i miei progetti, desideri, il futuro mi lega: tutto ciò impedirà il mio domani.

 Si può pregare per guarigione: Signore, non ci riesco, perché sono stanco, malato, questi sono i fatti. Non ci riesco, perché non ho una compagna, con chi poter fare insieme, perché da solo non è possibile. Non ho un fratello con chi poter condividere i pesi…

Dio, il Liberatore, vuole liberare da tutto. La liberazione non significa solo liberare dal peccato, e dalle sue conseguenze (così suona molto pagano). Dio ha mandato il Liberatore Gesù Cristo, per liberarmi totalmente: dalla guarigione e la totale libertà dal mio essere (dai miei pensieri e dalla mia volontà).

Quando sono libero? Si può fare tutto ciò che non offende la libertà altrui. Posso fare qualunque cosa, che non offenda gli altri, e non ostacola il loro cammino, la loro chiamata, e non va contro la legge biologica e divina.

Non essere ostacolo di quello che Dio ha dato all’umanità!

Talora sono libero, se ho reso la libertà a qualcuno. Se non ho reso la libertà a nessuno, allora nemmeno io sono libero. Se in due tengono le mani, non si sa chi tiene la mano dell’altro, sono uno.

 Rendere libero una persona, è anche la mia libertà, sia in un matrimonio, o un rapporto amoroso o fraterno, in qualsiasi cosa. Hai libero arbitrio, libera decisione, ed io non ho il diritto di costringerti con una legge della comunità, della religione, della famiglia, o delle tradizioni, che possono ostacolare il tuo cammino. Non posso rendere prigioniero o legare a nessuno. Devo lasciare andare, in modo che anch’io possa essere libero.

Devo tagliare con il passato, e lasciar liberi anche gli altri, chiunque essi siano… la libertà non significa che sono libero di tenere degli schiavi, o che sono io, a passare da una prigione all’altra.

La libertà significa che tutti possono vivere la libertà, amando senza legami, o pretese.

Spesso un concetto sconosciuto persino tra i cristiani.

 Amare qualcuno senza essere il suo schiavetto, e non lo schiavizzo nemmeno io con il mio amore. Uomo libero può solo rendere libero!

E se libera qualcuno, sarà libero pure da lui.

Gioire insieme nella libertà, conoscere la perfezione della libertà!

Perché l’altro non lo lego nel mio buonumore e in mezzo ai miei abbracci umanistici, e neanche io sono costretto ad accontentare il mio “caro” fratello, o parente, e non sono lo schiavo di nessuno, ma siamo tutti liberi!

 Chi assaggia questa libertà, non può fare altrimenti.

Questa libertà ha un profumo delizioso, una felicità indescrivibile. Sono libero ad amare, vivere, fare ciò che Dio mi ha affidato… rendere libero, senza pretese, non aspettare che sarà ricambiata la mia cortesia…

Siamo veramente liberi?

Nella perfetta libertà in Cristo, a fianco a fianco, completandosi a vicenda, gioire insieme senza alcun interessi personali. Non vado alla riunione della comunità per incontrare con qualcuno, o per essere baciato, o per intascare qualche soldo, ma ci vado, così. Forse questa parola si potrebbe imparare dalla libertà: così. Ti amo…così. Perché? Non domandarmi, non lo so, sono libero. Se dessi una spiegazione, allora starei già legando, non so spiegare, perché chi è in spirito, lo sa già cosa è la vera libertà.

Cristo ha morto sulla croce, per liberarci anche dalla morte, ha vinto sulla morte, ha vinto su tutto, ci ha resi perfettamente liberi fino all’ultimo. La libertà è che ho finito di esistere, e sono libero in Lui. E se due persone così vive in un matrimonio, quello è il miracolo dei miracoli, la bellezza delle bellezze!

 Ci sono dei guinzagli lungi, delle ferie, che ci doniamo reciprocamente?

 La libertà si può comprendere in Cristo.

 Dove eri, non sarai mai libero, bisogna oltrepassare!

 Quando qualcuno desidera con tutta la forza avere libertà, e vuole fare qualcosa per ottenere, in quel momento è già in prigione, i suoi pensieri sono imprigionati. Non da un cuore puro, e per amore, con gioia faccio la volontà di Dio, ma di volontà, e il volere comprende già in sé un legame. Chi vuole qualcosa, è già di nuovo in prigione. Posso essere libero solamente se non voglio soddisfare delle tesi, dei pensieri, delle saggezze, delle invenzioni di religioni e d’uomini. Tutto ciò può apparire bellissimo: danno un pezzettino di libertà dentro in una bellissima gabbia. Quando parliamo di libertà, prendiamo sempre l’esempio degli uccelli, come il simbolo della libertà, mentre bisognerebbe comprendere, che la libertà dobbiamo vivere qua, sulla terra, non svolazzare nell’aria, compiacendo, stando in alto nella luce.

Si può gioire, e vivere una vita di fede felice, ma qua, sulla terra, in due piedi, e non siano i tuoi piedi a dire alla tua testa ciò che deve fare, ma sia lo Spirito di Dio, attraverso Cristo, che dica al tuo Spirito, cosa deve succedere con i tuoi pensieri e con il tuo corpo. E questo comprende anche i nostri rapporti interpersonali.

 Posso rendere prigioniero, togliere la libertà di qualcuno, dicendoglieli che è libero. Se facciamo credere che è libero, se sorvoliamo sul fatto che non ha dato la sua vita, ma solamente è religiosa, facciamo diventare nostri prigionieri. Non sono membri di una comunità, sottomessi al pastore… Certamente anche la libertà ha le sue leggi, come quando qualcuno cerca la libertà, e si sposa, perché desidera che finisca la schiavitù nella sua vita, il suo nubilato, ma cadde in un altro prigione, chiamata matrimonio. Ma questo matrimonio non è prigione ma un ordine divino.

In un certo senso, noi sempre cerchiamo al posto della libertà, la prigione. Vorremmo appartenere a qualche gruppo, piacere a qualcuno, vorremmo se ci amassero, e queste sono tutte delle attese, le nostre parole, i nostri pensieri ci legano, alcune volte anche ci maledicono…vorremmo qualcosa, e quello non è ciò che l’altro deve fare secondo Dio. Non gli desidero qualcosa di brutto, vorrei fare del bene, invece maledico qualcuno, perché non è questo il progetto di Dio con la sua vita.

Come fai sapere cosa ha progettato Dio con lui/lei?

 Può darsi che preghiamo in modo sbagliato, e con le nostre preghiere leghiamo delle persone. Libertà solo lo Spirito di Dio può dare, lo Spirito di Cristo in noi, che ci libera dal dominio dei nostri desideri e del nostro corpo.

Certamente ci sono delle tentazioni e delle prove, quando l’uomo attratto dai desideri del suo corpo, dai pensieri. E vengono i dubbi:  “Chi te lo fa fare?“ vuole attrarti fuori… vuole far diventare schiavo dei soldi, dei desideri, le tentazioni di voler qualcosa per sé… di questo parla in tutto il mondo la media, le pubblicità: devi essere prigioniero, non solo della banca, ma della vanità, e di tutti peccati esistenti, di tutti spiriti, perché “TU SEI QUALCUNO”! L’idolatria di se stesso arriva a questo livello. E la gelosia, è il tetto: l’ho voglio! E mi rendo schiavo da solo, facendomi in quattro per ottenere qualcosa di fisico, di sentimentale, o perché voglio diventare più intelligente (adesso questa è la moda), devo dimostrare, mentre non me l’ha chiesto nessuno. Molti imparano suonare la chitarra, mentre a casa sono negligenti … potrei elencare ancora tante cose inutili, per avere la stima degli altri. E hanno delle aspettative: se non fai questo, allora non sei uno di noi! Tra i cristiani, nelle comunità! Le attese che possono essere in una comunità: coro, banda musicale, adorazione o qualsiasi altra aspettativa, schiavitù. Sei sicuro, che venga da Dio? Se sì, allora non sei schiavo, allora da dentro, di cuore, verrà naturale, senza alcuno sforzo o violenza. Se devi studiare? Apprenderai con facilità, e se lavori, non te ne accorgerai nemmeno che hai fatto qualche cosa! Perché Dio insieme al compito darà anche tutto il necessario, non è schiavitù, non è prigionia.

Può essere libero l’uomo anche nel mondo. SE chiedo direttamente da Dio, allora Lui mi renderà libero. Non dominerà su di me il mondo, ma farà parte in modo naturale della mia vita.

Dove il limite che domina su di me il materialismo, o l’età, o l’aspetto, le abitudini?

La mattina si alza e si beve il caffè. Hai bisogno, oppure abitudine? Un’infinità di schiavitù potrei elencare, ma rimarrei a nominare solo quelle, che si presentano nei rapporti interpersonali: nella fratellanza agiamo nella libertà? Ci occupiamo solamente di quello che sappiamo che da Dio, e chi suggerisce qualcosa di diverso da questo, non lo ascoltiamo? So essere libero di chi vuole solamente comandare? Come nelle famiglie le famose suocere, e altri anziani, che vogliono il bene di tutti. Sai dire di no, oppure vivi la tua vita in una piacevole schiavitù? Sai pregare: Signore, vorrei essere quell’uomo, a chi Tu hai creato per quel posto e per quello scopo? Sappiamo dare libertà a vicenda? Perché se già abbiamo delle attese, allora la libertà è finita! Uno vuole mangiare la pasta con il sugo, l’altro con il burro, io lo mangerei, ma a causa sua mi sottometto…suona un po’ ridicolo in queste piccolezze, ma anche nelle cose serie della vita funziona così: ci sottomettiamo alla volontà altrui.

O imprigionati a causa dei problemi riguardo all’identità. Prendendo su di sé dei legami, che non c’è assolutamente bisogno.

La libertà, è libertà, se non offende gli interessi dell’altro. Sotto la parola “interessi” intendo, la chiamata, la predestinazione, e il cammino che gli è stato affidato da Dio, non offendo in alcun modo. E questo comprende un campo molto vasto. Se so, che qualcuno è al servizio di Dio, non mi metto davanti, non voglio ammaestrare con delle parole sagge, lascio fare, tanto Dio mostrerà se quello che fa, porta frutto oppure no. Se no, tanto si appassirà, se sì, non ti riguarda, lascia, non criticare, non bloccare, non farlo inciampare, non essere geloso! Lascialo libero! Certo, se non è la Parola di Dio, lo devi avvertire, ma se qualcuno ha un ruolo, e sente veramente che è da parte di Dio, perché lo vede che è suo, allora non ti mettere davanti! Come nella lettera di Giacomo, ci sono innumerevoli avvertimenti di come bisogna comportare nei confronti degli altri, questi sono validi ancora oggi!

Non limitare gli altri, ma mettere nelle mani di Dio, lasciare a Lui, affidare nelle Sue mani la guida di quelle persone, e così possiamo vivere la libertà. Sono in pochi a conoscere il vero significato della libertà, e sono c in pochi a capire cosa significa NON fare qualcosa!

Essere libero da ogni cosa che può impedire la mia chiamata. Senza sforzarmi vivo nell’ordine. Non sono un fariseo, chi scruta, si sforza, ma avviene tutto in modo naturale, perché è un piacere!

 È un piacere vedere l’ordine di Dio, e questa è la libertà!

L’ordine di Dio è il fondamento della fratellanza, di un rapporto matrimoniale e famigliare. È bello vedere come cresce mio figlio, nell’ordine di Dio, e non voglio “scolpire” secondo i miei progetti, lo lascio libero! Ma naturalmente lo devo trasmettere la legge di Dio, devo assicurare l’ordine, in modo che possa essere libero! Perché la Legge dà la libertà, e non viceversa. Non è la libertà a dare la legge, ma la Legge che rende liberi. Conoscendo le leggi biologiche, sarò libero di molte cose. Conoscendo gli ordini divini, quell’ordine che Dio ha dato a questo mondo, e lo vivo, allora sono libero dal peccato, e dalla conseguenza dei peccati.

Se il mondo saprebbe che cosa è la Legge, che Dio ha dato, e lo tramanderebbe, allora ad esempio non soffrirebbe a causa della mancanza d’ossigeno. È una prigione, il nostro ambiente, il mondo, perché abbiamo dimenticato la Legge.

La Legge ci rende liberi. Certamente questa necessita GRAZIA, e deve essere accompagnata dall’UBBIDIENZA.

 È necessario chiedere scusa, e confessare, che sono stato io a rovinare qualcosa, e d’ora in poi, non lo farò più!

Non si può continuare con stesse cose di ieri, non si può ritornare nello stesso posto, dove mi trovavo ieri. Vado oltre, ma adesso non lo faccio più, quello che ho rovinato ieri, ma vivo quello che Dio ha dato al mondo creato, a me, e per me. Dio guida nella libertà l’uomo libero, attraverso lo Spirito Santo fa conoscere la legge, che rende liberi, quella perfetta legge, la legge della libertà, dove è il Liberatore a dare libertà. Sotto la signoria del Liberatore, Gesù Cristo possiamo vivere nella libertà, in libertà. Non significa essere asceta, o devo sacrificare me stesso, ma stare bene, sentire bene, essere liberi, non devo sforzarmi, perché è tutto buono ciò che Dio mi dà, e so ciò che viene da Lui.

Può darsi che il mondo spesso ci deride per questo, ma consiglierei a tutti a vivere in questa libertà!

Lo spirito dell’uomo è senza confini, siamo illimitati. Dio ha creato l’uomo per una vita eterna, illimitata, e quando facciamo parte a dei gruppi, mettiamo dei confini (appartengo a questo, devo fare così…Etc.).

Vivere con moglie, figli, comunità, senza limiti, perché ho vita eterna? Vivere la mia vita eterna, qua sulla terra, insieme con altri, e vivere per fede ogni cosa è possibile…questa è la nostra…illimitatezza.

Che cosa è la religione? - Limiti, sbarre. Dentro la cella della religione non facciamo male a nessuno, beneficienze, diaconia… ma manca qualcosa. La caratteristica della fede, che tutto è possibile. Non ci sono limiti, la fede rende l’uomo libero. La legge insieme la fede lo rende libero, una chiamata personale, a ogni singole creature di Dio.

Sei un’unica persona speciale, con chi Dio ha un progetto, un scopo, anzi un comando unico! Io sono unico, questa è la mia illimitatezza. E la mia fede, la mia illimitatezza, non mi convinco, ma so, l’Onnipresente, l’Onnipotente Dio sempre in ogni cosa, mi può dare tutte le possibilità, perché è Lui Il Re dell’Universo! Lui l’ha creata, e l’ha fa funzionare, e ha voluto dare a me, e questo non l’evangelo della prosperità!

Dove l’illimitatezza, la libertà? Anche se muoio, sono sempre libero! L’opposto della libertà sta la certezza che finisce qualcosa. E mi metto in cella, dicendo, finché sarò sulla terra, farò il bravo… La vita eterna, la fede illimitata, rende liberi. E l’illimitatezza della fede significa: posso fare di tutto, ma non tutto giova. Ogni cosa che non fa male alla creazione, e al mio prossimo, e nell’ordine divino, si può fare. Le fondamenta della Legge: posso tutto che non fa male all’altro.

Infinite possibilità, la libertà di Dio è eterna, senza fine, devo accettare questa perfetta fede, ed essere ubbidiente a Dio. Tutto il mio essere è senza limiti, e quando devo presentarmi davanti al trono di Dio, si vedrà ciò che rimarrà.

 Chi vanno a destra, a sinistra? La libertà della mia persona accompagnata dai fatti, permette di presentarmi al giudizio finale.

Separazione…sono infinitamente libero, vivere una vita eterna, ma quando gli uomini parlano della loro vita, intendono questa terrestre, quindi parlano dentro un limite. Il grande tesoro della libertà, la vita nello spirito, è l’assenza del limite. L’illimitatezza, e la libertà è una grande forza.

Ogni cosa che ci rende liberi, dà una sconfinatezza eterna, dona la vita eterna, dove ognuno porta il suo peso, sapendo chi è, e tra due persone così c’è una grande intesa, profondità. Così è infinitamente bella. Dove ognuno sa il suo posto, lo accetta e lo vive, nel matrimonio, nella famiglia, nella comunità, nel Corpo di Cristo. Quando accetto me stesso e porto i carichi a me affidati, avanzo nella fede, quindi nell’illimitatezza, e non sono peso per gli altri. Non saranno gli altri a portare me, e nemmeno io a loro. Saremmo tutti leggeri, a causa di questa libertà e gioia, non saremmo più legati dalle cose del mondo. Non avrà più forza attrattiva su di noi, non ha più su di me alcun potere…sono libero, vivo la legge della libertà, data da Dio. Quando sono libero da ogni legame, sto vivendo la vita eterna, quella perfetta legge della libertà che mi porterà nell’eternità. Questo non significa che lo rinnego il mio presente vita terrestre, ma che veramente ogni cosa è affidata alla guida dello Spirito Santo. E dove è Lui, là è la libertà. Non bisogna essere carismatici, ma deve regnare lo Spirito Santo! E quando Lui regna, non possono più ammanettarmi né con parole, né con tentazioni, né con gli sguardi, sono libero da ogni influenza umana che vuole ostacolarmi, legarmi, impedirmi.

Questa libertà Dio ha messo a disposizione di tutta l’umanità, dove il primo passo da uomo libero, è senza svoltare lo sguardo lasciare tutto dietro le spalle. Come Lot. L’uomo libero non farà conti con il passato, altrimenti avrà pure progetti migliori per il futuro. (“Era così, ma voglio così…”- questa non è libertà). L’uomo veramente libero, svolta pagina senza guardare il passato- questo il primo segno della libertà, dopo di che il primo segno dell’ubbidienza, quando la cosa più importante della mia vita, è fare la volontà di Dio. Quando non mi può più trattenere la cosa del mondo, perché ho qualcosa di molto più importante da fare: perseguire la strada che porta in eternità. Dove non sarò io a sforzare, inventare la mia strada, ma lascio agire liberamente lo Spirito Santo, che sia Lui a guidarmi, a far vedere dove inciampo, dove devo andare. Lascio agire a Lui, che mi ricorderà ogni cosa nel momento opportuno, e questa è la libertà! Quando non saranno altri a tirarmi per il naso, o in fune, ma sono libero andare verso l’eternità!

Signore, sono tuo! Non guardo indietro, e non mi lascio legare dagli altri, e non voglio neanche io legare a nessuno, non voglio niente da nessuno, e lascio nelle mani dello Spirito Santo, che sia Lui a portare verso di me le persone, secondo la Sua volontà.

Gesù Cristo è il Re! E quando incontro con qualcuno, non c’è bisogno a speculare, o soffrire (chissà cosa vuole?), o essere falsamente gentili. Non facciamo dei vincoli, perché se ci leghiamo a vicenda, allora non saremmo più in grado di adempiere la nostra chiamata. E se pensiamo la storia d’Israele, non potevano fare parte di altri popoli, non potevano avere dei legami con gli stranieri, perché avevano un mandato che dovevano adempiere. Israele non poteva vincolare con altri, proprio perché Dio ha fatto in modo, che gli altri lo rifiutassero per la loro diversità. Come non vorranno neanche a noi, perché siamo diversi. E questa nostra diversità lo dobbiamo vivere in modo positivo, essere legati unicamente al Re, e non alle cose terrene, al nostro corpo, o ai nostri progetti. Chi si vincola con le cose passeggere, non conosce la libertà. Chi invece né è consapevole che nel Regno di Dio è tutto eterno, colui ha conosciuto la piena legge della libertà. Ma non basta conoscere, bisogna anche fare! Non cercare la legge, ma quando so, che nella mia vita qualcosa mi frena, m’impedisce, chiedo: Signore, spezza questi legami, perché non riesco a procedere avanti. Può essere una situazione, che finanziariamente sono a ristrettezza, allora chiedo, Signore, serve per la mia chiamata questo o quell’altro, sii tu a tagliare, non per me, o per i miei progetti, o per i miei desideri, ma che io possa adempiere la mia strada, e non sia nessun ostacolo, in quello che mi hai dato. Ma deve essere valido anche al contrario: non voglio legare, impedire assolutamente nessuno, o per usare ai miei scopi. Non voglio signoreggiare sugli uomini.

La libertà non è costruire piramidi, o sottomettere gli altri, ma la legge perfetta della libertà, dove esiste un solo ordine, la Legge di Dio, dove gli uomini liberi incontrano, e sono liberi, sia per dire ciò che si pensa, ma anche per gioire. E non sarò io a procurare gioia, o gioire per l’altro, ma sarà il mio cuore a gioire, perché ho incontrato delle persone libere, e questa è una cosa buona! Gioire nello Spirito, e ringraziare, perché ci sono ancora delle persone libere…

Ridiamoci la libertà! Bisogna parlare di questa perfetta libertà! Cristo non voleva solamente liberare dall’alcool, dalla sigaretta, Etc. ma il Liberatore vuole dare una libertà totale! Per costruire il corpo di Cristo.

   

 

           Tradotto da SZS

           02.12.2011


 


 

 
 

Tradotto da Zsanett S 

 

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