Orbàn Bèla:
26.09.2009
Siamo giunti all’ultimo giorno di Jom Kippur, l’ultimo sabato prima del Giorno della Riconciliazione, e leggiamo il canto di Mosé
(Deuteronomio 32 e il Salmo 90) - stesso messaggio, significato e testimonianza.
“porgete orecchio, o cieli, e io parlerò; e ascolta, o terra, le parole della mia bocca.”
Come Mosè, bisogna dare testimonianza alla fine della nostra chiamata.
“porgete orecchio, o cieli, e io parlerò; e ascolta, o terra, le parole della mia bocca.” – mi ricorda il Salmo 150, quando ogni cosa in un unico simfonia loda il Signore!
Il saluto finale di Mosè non è una lamentela, che è arrivata la mia ultima ora, e devo morire, e “voi come vi siete comportati male”, e nemmeno si trattava di “come sarete felici, adesso che potrete entrare nella terra di Canaan, dopo che io vi ho portati fino alla destinazione”, ma ha dato la sua testimonianza, di quello che successo finora. Racconta tutto: come si è comportato il popolo, come si è sviato, come s’ingrassato nel benessere spirituale, sentimentale, e fisiche. Un messaggio, valido anche per oggi.
Deut 32:2 “Il mio insegnamento scenderà come la pioggia, la mia parola stillerà come la rugiada, come la pioggerella sull’erba tenera e come un acquazzone sugli arbusti”.
La parola di Dio scende come la rugiada … e la testimonianza stillerà. Non grandi movimenti, rimbombamenti, perché un enorme quantità di parole, sapienze, e riprensioni lavano via il seme. Nemmeno il prato, seminato da alcuni giorni, va inaffiato con la pompa, con grande pressione d’acqua, ma a goccia a goccia, come la rugiada, delicatamente.
La Parola di Dio non è un martello, non è una pompa antincendio, o cannone d’acqua.
Sappiamo dare la nostra testimonianza comprensibile, con tranquillità e accortezza, senza una voce rimbombante, senza gridi, o di un’esultanza esagerata, ma dire silenziosamente quelle parole che possono dare vita? Può dare vita raccontare i nostri fallimenti. Raccontare ogni caratteristiche negative del popolo scelto. E dire tutte le benedizioni di Dio, piano, come scende la ruggiada…
Dai pulpiti devono venire gridi e applausi? – No! Con premeditata calma irrorare la Parola di Dio sull’erba sensibile, e in ogni comunità c’è dell’erba appena nata, semi ancora senza uscire, se colpisco con le mie parole, dicendo, dove era prima, oppure che tempi difficili aspetteranno, allora farò morire la piantina appena nata.
L’altro nome di questo sabato è: Shabbat Tesuvà, ossia Ravvediti!
Osea 14:1 “O Israele, torna all’Eterno, il tuo Dio, perché si caduto per la tua iniquità.”
Nel giorno di Jom Kippur, il popolo ebreo si presenta davanti a Dio, aspettando il Suo giudizio, e Ros HaSanah, l’anno nuovo ebraico. Secondo le credenze, si scrivono i nomi nel libro della vita, o per il bene, o per il male, quindi questo momento di ravvedimento occupa un posto basilare. Anche noi dobbiamo festeggiare Jom Kippur, con la differenza, che noi possiamo avere in qualsiasi momento ravvedimento attraverso il sacrificio di Gesù Cristo, Jeshua HaMassiah!
“O Israel, torna all’Eterno” – voglio chiarire un’interpretazione scorretta: molti credono che il popolo ebraico si debba convertire – questo non’c’è scritto da nessuna parte della Bibbia! Il popolo ebraico non si deve convertire (anche se ci sono alcuni ebrei che hanno rinnegato di essere ebrei, rinnegato la loro fede in Dio), ma quel popolo, che si chiama Israele, il residuo del popolo scelto, ancora è, e rimarrà, un popolo che crede in Dio. Non parla di conversione, ma di tornare! Quel popolo nel deserto si è convertito e divenuto un popolo, con il tempo s’ingrassato, allontanato, era influenzato dagli altri popoli circostanti. Dio non ha smesso di tenere il rapporto con il popolo scelto, ma adesso chiama di tornare indietro.
Nel giorno di Jom Kippur, tutti mettono ordine nella loro vita, per incontrare e tornare da Dio.
Kol Nidre - Prima dell’incontro con Dio, nel Giorno della Riconciliazione
- lasciare ogni cosa
- perdonare i peccati commessi per ignoranza,
- risistemare le cose che sono state sospese con gli altri
- sistemare anche i nostri malfatti commessi per ignoranza, irresponsabilità,
- le parole dette con leggerezza, le promessse, e ogni cosa nostra, con la quale offeso il nostro prossimo.
Un totale ordinamento.
E non si tratta di ordinare con Dio, e poi me ne frego di mio fratello!
Sarebbe bello, finalmente imparare l’esempio dato dagli ebrei, come bisogna prepararsi incontrare Dio, e il Messia!
I sabati precedenti erano delle settimane di consolazioni. - Ti consolo, ma ravvediti! - Il culmine di tutto ciò: che puoi ravvederti, ed Io ti aspetto!
Il ravvedimento ha significato differenti tra Antico e Nuovo Testamento:
Nel Nuovo Testamento, “metanoia” – conversione – cambia il mio modo di pensare, un cambiamento interiore.
Antico Testamento, “tesuva” – ravvedere – tornare indietro. Torno indietro da quella strada, dove ho intrapreso per sbaglio, per disubbidienza, o perché ho dato ascolto alla tentazione, perché mi ha ingannato il nemico.
C’è un’enorme differenza. Nell’Antico Testamento il cambiamento non era interiore, non cambiava il modo di pensare, perché il popolo scelto pensava nello stesso modo, accettando le leggi e i comandamenti di Dio, ma anche se non lo rinnegava la sua appartenenza a Dio, attraverso i suoi peccati e tentazioni si allontanava da quello che Dio gli ha dato. La parola di Dio riguardo al ravvedimento parla proprio di questo: di ritornare da Lui! Come possiamo leggere pure in Osea: non andare oltre, ritorna, perché finirài nei guai, perché più ti allontenerai, più navigererai in acque pericolose!
Nell’Antico Testamento il popolo di Dio aveva stesso spirito, sotto di una guida, quindi non necessitava un cambiamento nel pensiero. Oggi, invece la conversione è valida per tutti, perché anche tra gli ebrei tanti si sono allontanati, o solo per nome sono rimasti ebrei. Chi sono quei ebrei ai quali bisogna predicare la conversione, nel senso del Nuovo Testamento: convertiti dal buddismo, o dalla tua vita che rinnega Dio, e dall’adorazione dei falsi dei?
I pagani devono cambiare anche nel loro interiore, anche l’anima necessita un cambiamento, in modo che lo spirito possa cambiare. Il cambiamento spiritale continuerà nel cambiamento dei pensieri, che porterà il cambiamento nei fatti.
Luca 3:8 “Fate dunque frutti degni del ravvedimento e non cominciate a dire dentro di voi: “Noi abbiamo Abrahamo per padre”, perché io vi dico che Dio può suscitare dei figli ad Abrahamo anche da queste pietre.”
Sta parlando ai farisei, a quel popolo che si è radunato là.
Noi tutti siamo convertiti, abbiamo acettato Gesù Cristo, l’ Iddio Creatore, Onnipotente e Onniscente, ma sappiamo cosa significa portare frutti degni del ravvedimento?
Il frutto della fede è la conversione, che viene da Dio, che per Sua volontà, Lui stesso, lo Spirito di Dio ci conduce a convertire; ma anche la conversione ha i suoi frutti, e devono essere ben visibili, e del quale dovremmo rendere conto a Dio.
La conversione non significa soltanto di andare avanti, alzare le mani, mettere in fila, e iscriversi in una comunità.
2 Cor 7:9-11 “Ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché siete stati rattristati a ravvedimento, poiché siete stati rattristati secondo Dio, affinchè in nessuna cosa aveste a ricevere alcun danno da parte nostra. La tristrezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza, che non ha rimpianto; ma la tristezza del mondo produce la morte. Infatti, ecco quanta premura ha prodotto in voi l’essere stati rattristati secondo Dio, anzi quale scusa, quale sdegno, quale timore, quale grande affezione, quale zelo, quale punizione! In ogni maniera voi avete dimostrato che siete puri in quest’affare.”
Il primo frutto della conversione è il ravvedimento – me ne accorgo come sono – e mi converto.
Il prossimo passo, e il prossimo frutto è confessare le trasgressioni all’Eterno (Salmo 32) - Non solo confesso di essere un peccatore, ma confesso anche i miei peccati.
Proverbi 28:13 “ Chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterà misericordia.” – confesso di essere peccatore, confesso i miei peccati, e lo abbandono, non ho più a che fare con loro!
Qual è il frutto della conversione? – Odio il peccato! Non il peccatore, ma il peccato!
La nostra è stata una conversione genuina e totale?
Ci siamo pentiti davvero, o solamente avevamo paura, e volevamo scampare la punizione?
Sono molti a voler salvare la pelle di fronte al giudizio! Veramente abbiamo confessiati i nostri peccati davanti a Dio, e anche davanti agli altri? – non sto parlando di confessioni pubbliche, e nemmeno la Bibbia non dice cose simili, ma se me ne rendo conto che ho peccato contro qualcuno, allora mi faccio avanti, e lo confesso con umiltà di essere colpevole!
Sta cominciando fiorire la Parola di Dio? Stanno cominciano a vedere i frutti della conversione? – Il primo frutto deve segiure il secondo, e così via: confesso di essere stato io il furbetto. Confesso a mia madre, ai colleghi… e dopo la confessione devo abbandonare il peccato. Fino adesso non pagavo le tasse, anche se non mi va, lo devo pagare! Perché conosco le leggi di Dio, e devo agire secondo quello. Lo abbandono, e odierò il peccato, e quello non si avvicinerà più a me.
Luca 3: 10- “Or le folle lo interrogavano, dicendo: “Che faremo noi dunque?”. Allora egli, rispondendo, disse loro: “Chi ha due tuniche ne faccia parte a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto”. Or vennero anche dei pubblicani per essere battezzati e gli chiesero: “Maestro, che dobbiamo fare?”. Ed egli disse loro: “Non riscuotete nulla di più di quanto vi è stato ordinato”. Anche i soldati lo interrogarono, dicendo: “E noi, che dobbiamo fare?”. Ed egli disse loro: “Non fate estorsioni ad alcuno, non accusate falsamente alcuno e contentatevi della vostra paga”.
3 gruppi sono stati menzionati, erano tre gruppi che hanno domandato cosa devono fare. Affianco ai frutti dello Spirito Santo, ci sono anche questi tre, che dobbiamo esaminare anche in noi.
Gesù prima si è rivolto alle moltitudini, cosa devono fare. Due tuniche, dai! Non si tratta di beneficenza, o movimenti umanitari, ma non togliere dagli altri! I superflui! Quando praticavano l’anno smita, l’anno del condono, non esistevano i superflui!
Il mercato economico ha avuto l’inizio con smettere di osservare l’anno shabbatico. L’uomo ha iniziato a produrre in più per sé. E quando la Bibbia parla di due tuniche, vuol dire, accontentati con ciò che Dio ti ha dato, non avere più di quello. E se hai di più, dallo, perché non hai bisogno di quello.
Dio non vuole che il tuo conto bancario sia il tuo dio. Non vuole che al suo posto, ci sia qualcos’altro! Vuole che tu sia contento di ciò che Lui ti dà! Questo non è l’evangelo che in quest’epoca insegnano in America, di “accontentati delle piccole cose” ma fatti bastare quella grande cosa, che Dio ti dà, secondo la tua misura, che per te più che sufficiente!
Certamente questo influisce nella vita di tutti giorni. Il superfluo deriva sempre dal peccato: l’hai tolto da qualcuno. Quell’unità che Dio ha dato all’umanità, e anche agli animali, qualcuno l’ha distrutta. Se produco del superfluo, con quello voglio comprare, possedere altri. Non solo il sapere è potere, ma anche i soldi. A questo si riferisce Gesù Cristo: accontentati! E questo ha anche un lato umanistico. Oggi ho sentito alla radio, che ci sono dei bambini in Ungheria, che non andranno a scuola in inverno, perché non hanno delle scarpe. Il problema non è la mancanza delle scarpe. Bisognerebbe pentirsi! Perché se alcuni hanno delle machine e palazzi costosi, e capitali immensi, in Ungheria, abitando nello stesso posto appartenendo lo stesso popolo, ci sono dei bambini che non potranno andare a scuola. C’è un grave problema! Convertitevi, e anche i vostri frutti siano ben visibili! E quali frutti possiamo vedere? – che i bambini sono affamati, e senza scarpe. Non si tratta di buttare il tuo superfluo che hai in fondo dell’armadio, ma di amare tuo fratello! E se ami tuo fratello, allora non toccerai ciò che è suo! Non voglio salvare il mondo, ma la volontà di Gesù Cristo è valida ancora oggi! Stai attento, perché sarai punito. Il tuo superfluo è la conseguenza del tuo peccato.
Al secondo gruppo, ai pubblicani gli è stato detto, di fare quello che è stato ordinato. Dio anche a te ha affidato qualcosa: un’occupazione, un compito, un’opera. Non prendere niente di più di quello che tuo e che devi accettare, ma non riscuotere niente di più di quello. Non aproffittare, estorcere per cupidigia.
Il pubblicano non adempiva soltanto il suo dovere di funzionamento statale, ma anche in tasca sua rientrava. Sapete quanti pubblicani ci sono in una comunità, chi s’intascano il superfluo per appariscenza, e per gloria personale?
Dove manca questo frutto, là manca il ravvedimento.
Quanto possono essere migliori quei posti abbelliti di quelli, dove veramente è Cristo il Signore, e dove sono consapevole dei bisogni del mio fratello? - Non approfitto di mio fratello, non considerò come un potenziale fonte di guadagno.
Il terzo gruppo sono i soldati. Non per caso parla di soldati. Chi signoreggia sul fratello? Chi ha una spada e l’ha usa contro il fratello? Poi avere conoscenze bibliche, e maneggiare la Bibbia come se fosse un’arma, per far vedere chi comanda… accontentati con ciò che Dio ti ha dato.
La parola di Dio non sia usata dai pulpiti come arma! Bisogna ravvedere e finire con l’egoismo! Noi per caso siamo diversi? Raccimoliamo delle riserve, negli armadi, nelle banche, mentre può anche darsi, Dio avrebbe voluto usare. Magari nel caso di quel bambino senza scarpa, che possa andare a scuola, imparare a leggere, che possa leggere la Bibbia. Può darsi che per causa tua non lo leggerà?
Di chi è la responsabilità? In primo luogo non è colpa della politica, ma dei cristiani. Dov’è la legge di Dio?
A causa delle nostre trasgressioni ci sono dei poveri. La responsabilità dinanzitutto cade su chi conosce la legge. E uno dei problemi più gravi, che non abbiamo trasmesso la legge. Con leggerezza critichiamo lo stato, disprezziamo gli alcolisti… ma, tu, cristiano, dov’eri? Questi giorni mi è salito la rabbia insieme al dolore, mentre ho sentito nei notiziari, che in tutt’Europa è l’Ungheria la meta preferita per ubbriacarsi. Quando l’Ungheria reputava l’alcolismo come una vergogna, quanto era benedetta il ministero della liberazione degli alcolisti (anche predicatori sono stati liberati). Mentre devo costatare che il maggiore fonte di guadagno per questo paese proviene dal peccato. Dove andremmo a finire?
È doloroso, ma comunque è nostro dovere avvisare: fratello, fermati! Bisogna ravvedere, ritornate a Dio! Sia visibile sui cristiani il vero ravvedimento, la confessione e l’abbandono del peccato, sia visibile l’odio verso il peccato! Non perché siamo migliori degli altri, anch’io sono peccatore, un tempo partecipavo anch’io.
Quando confessiamo le nostre responsabilità? Quando rifiuteremo il peccato e non avremmo niente a fare con esso. Ed anche in questo paese se rifiuttassimo la nostra comunione con il peccato, può anche darsi che finirebbe questo tipo di turismo, perché ci sarebbero delle persone che non lascarebbero entrare dai confini il peccato, e non vivrebbero e non approfitterebbero più di questo. Perché i soldi necessari per l’alcol sono stati presi da un'altra parte, per questo ci sono bamini scalzi. La responsabilità è nostra!
Quando nella Bibbia dice (nel libro di Osea), ritorna da me, si rivolge al Corpo di Cristo. Corpo di Cristo, torna indietro! Dice ai non credenti, ai pagani: ravvedetevi.
Adesso, prima del Giorno dell’Espiazione mi sento sollecitare il Corpo di Cristo, e gli ebrei: tornate indietro, perché la situazione è molto grave. Non solo presente il peccato, ma diventato anche un modo di vivere, e puoi essere chiamato in giudizio per questo! Ritorna! Ci sono così tanti tipi di alberi da frutta, perché noi produciamo dei frutti cattivi? Perché è il peccato a prolificare dappertutto? Perché aproffitiamo dell’alcol? – perché nel nostro benessere l’abbiamo abbandonato e preso le distanze da Dio.
Oggi siamo liberi cittadini europei, ma non per questo non te la domanda Dio dove sei, e perché hai due tuniche! Perché aproffitti degli altri? Perché togli da lui ciò che Io gli ho dato? Perché sei un pubblicano? Nel Regno di Dio ci sono delle tasse, quella lo deve pagare, ma tu perché volevi un guadagno extra? Perché hai rubato dal tuo fratello? Dio spesso smascera queste cose in noi. Dio ha messo tra le tue mani una spada, nella famiglia nella comunità, ma questo non ti autorizza a signoreggiare.
Perché l’hai usato questo potere per giudicare o signoreggiare sugli altri? Perché l’hai alzato la spada, e la Parola per ottenere qualcosa di più dal tuo fratello?
Ravvediti!
Son convinto, dell’importanza di quest’argomento.
Accontentati con la tua chiamata, con ciò che Dio ti ha dato! Perché vuoi di più? Perché vuoi dei sudditti, mentre sei solamente un soldato stipendiato del Re? Non sei autorizzato a ciò! Perché vuoi del guadagno extra, mentre tu sei solamente un pubblicano? Devi ritirare e portare tra i tesori del Re, solamente ciò che Dio nel Corpo di Cristo ti ha stabilito. Perché pensi che di tua proprietà? Chi sei? Peccatore! Perché se non è presente con il ravvedimento questi 4 frutti, allora sei sempre nel peccato. Solo Dio sa, se quel peccato è un peccato continuo, oppure a fatti non è mai stato un ravvedimento reale, oppure sei caduto, uomo!
All’uno dice: ravvediti; all’altro: sei caduto, torna indietro.
C’è perdono per i peccati. Dio vuole perdonare i tuoi peccati smascherati.
Malachia 3:18 “Allora vedrete nuovamente la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve”
Questa è la promessa di Dio a quelli che si ravvedono o ritornano da Lui, avrai la vista, e vedrai la differenza tra giusto ed empio. La tolleranza, la mondanità, le due tuniche, la possibilità di fare il pubblicano, rende ciechi. Ti rende cieco la tua spada. E Dio dice, se ti ravvedi, io t’insegnerò a scegliere tra il bene e il male. Il frutto del ravvedimento è la guida dello Spirito Santo nella nostra vita.
Per il ravvedimento c’era il battesimo di Giovanni Battista. Dio perdona i peccati di coloro che si pentono: confessando, rinnegando, odiando il peccato. Il passo successivo dopo il ravvedimento: l’inizio della signoria di Gesù Cristo. Quando il vero ravvedimento ti porta da Gesù al Cristo, dal Liberatore al Re, dal perdono dei peccati al “mai più”. - è il dono dello Spirito Santo.
“Vedrete la differenza che c’è fra il giusto e l’empio” – lo Spirito Santo ti guida in ogni verità. La verità dei tutti giorni, la verità del prossimo passo, ti guida in ogni tuo passo. Il frutto del ravvedimento è continuo, e dopo il pentimento, la confessione, la rinnegazione e l’odio del peccato arriverà un punto, quando conoscerai il vero frutto, quando è lo Spirito Santo a guidarti, e vedi veramente la differenza tra il giusto e l’empio.
All’uomo che vede la differenza tra il giusto e l’empio, non c’è più bisogno di dirgli di ravvedere! A quello ogni tanto bisogna dire di tornare indietro, perché ti sei sviato. Quell’uomo non ritornerà più nel peccato volutamente, ma può sbagliare, e inciampare nella tentazione. Sa scegliere tra benedizione e maledizione, tra vita e morte, e sa riconoscere chi è e chi non lo è servo di Dio. Riconoscerai tuo fratello, perché anche in lui vedrai il pentimento, e anche tra di voi c’è pentimento e richiesta di perdono, e confessione di torti che abbiamo fatto nei confronti degli altri.
Andare insieme man a mano davanti al trono di Dio. Sì Signore, non sapevamo, siamo inciampati, eravamo nel peccato, sono qua, voglio risistemare le cose, davanti alla signoria di Cristo, e dopo di questo non puoi fare altro di abbandonare il peccato. E dopo si forma in te quel frutto, che viene dallo Spirito Santo, e odierai il peccato. Non mentalmente, ma dentro: lo Spirito Santo non sopporterà gli altri spiriti, come l’alcolismo, come dell’aprofittare degli altri etc. Ti verrà la nausea...
Non sei stato chiamato combattere ma principalmente ritornare da Dio, e quando il pentimento, la confessione, la rinuncia e l’odio del peccato saranno visibili in noi, questo servirà come guida anche ad altri. Perché se ricevi il dono più grande per eccellenza, il migliore dei frutti, e sai scegliere tra giusto ed empio, tra fratello e fratello, riconoscere i servi di Dio, allora vedrà anche il mondo, che ti può accadere qualsiasi cosa, tu rimarrai sempre felice, quiete e benedetto. Sempre. E Dio avrà cura di te, e non ti potranno derubare, prendere la tua tunica, farti pagare i pubblicani più del dovuto, perché sai già in anticipo che ciò appartiene a Dio, a non lo darai a loro. Non potranno i soldati signoreggiare su di te, perché saprai dire “stop” con la Parola di Dio, attraverso lo Spirito Santo: non hai autorità su di me!
Grandissima protezione, e testimonianza, anche nel seno della cristianità. Ci sono così tanti cristiani derubati e sottomessi dagli uomini, perché non hanno capito, che devono andare oltre al ravvedimento. Il ravvedimento solo un inizio, e se questi 4 frutti non si vedono, non ci è stato affatto nessun ravvedimento. Sono triste, quante persone ho incontrato che dicono: “Ho alzato le mani” - E con questo? Abbiamo piantato un albero non è né verde, né ha fiori, né si vedono frutti…allora ci sono dei dubbi al quanto al ravvedimento.
La prima predicazione di Gesù Cristo diceva: “Ravvedetevi, perché il Regno dei cieli è vicino”. Quando è sceso lo Spirito Santo, il primo messaggio era di ravvedere. Come Jeshua, gli apostoli, la discesa dello Spirito Santo, al ravvedimento di Paolo… il messaggio era: ravvedetevi. Questo è un punto cardinale, perché qualcuno (uomo, comunità, movimenti, missioni) vogliono sempre impossessare del posto di Dio, per rubare la vostra conversione.
La parola di conversione significa convertire a Dio. Perché Lui può dare pentimento, mettere nei nostri cuori il desiderio, di confessare i peccati, perché sono cosciente, se non lo faccio, sono degno di essere giudicato. Non per paura, ma per timore di Dio. Lui dà la vista e il discernimento tra giusto ed empio, benedizione e maledizione. Costringe con il suo amore di scegliere la vita e non la morte. Costringe con il suo amore non solo rifiutare il peccato, ma anche odiare, e quello scappa via da noi.
Dove ti hanno convertito? Dove sono finiti moltissimi convertiti? Dove sono andati i risvegli? Io stesso visto alcuni risvegli, moltitudini con le mani alzate, mancava qualcosa. (Hanno arato e piantato qualcosina. Ma l’aratura è stata fatta con paura, era umano, cercando leva sui sentimenti, mentre quando piantavano, distribuivano i posti in prima fila e nell’ultima panchina. )
Se non ci sono frutti? – quando sarai liberato e purificato?
Se non è necessario confessare i nostri peccati uno all’altro? – allora quando saremmo fratelli? Se siamo odiosi uno contro l’altro, mentre siamo seduti nella stessa fila… vera la tua conversione?
Abbiamo rinnegato e faciamo finta di niente?
Fratelli in guerra; si disprezzano, disputtano, derubano l’uno con l’altro? Come se niente fosse?
Magari non avessi ragione, e Dio giudicasse diversamente le persone, ma se non si vedono i frutti della conversione, allora non c’è stata nessuna conversione. O qualcosa iniziato a germogliare, poi è morto. Spero che non sia morto, ma si riparte.
Dio dà un tempo di grazia, e oggi gli ebrei si preparano all’incontro con Dio, viene di nuovo ripetuto: Ravvediti. Siano visibili i frutti; solo quello che ti ha dato Dio ti appartiene, non avere due tuniche, non essere geloso, o assassino, non desiderare le cose degli altri, non aproffittare. L’hai usato il tuo ministero, quella saggezza e visione che Dio ti ha donato per signoreggiare, aproffittare del tuo fratello! Sei solamente un soldato! Il tuo compito è solo e soltanto eseguire gli ordini nel servizio di Dio, e sarà Lui a darti la tua paga! Appoggia la tua spada, e usa solo e soltanto come Dio ti dice!
Il tuo ministero, la tua chiamata, i tuoi talenti non sono per giudicare, signoreggiare, riscattare gli altri.
I frutti della conversione sono visibili nell’amore verso gli altri.
Veramente mi accontento con ciò che Dio mi ha dato? E so dare? – Gli ebrei sono caduti nell’errore di pensare che sia loro la Torah ( la Bibbia), e non volevano condividere con altri. Devi condividere. Non l’hai ricevuto per impossesarti! Quello che hai ricevuto, appartiene anche al tuo fratello. Se hai ricevuto una parola, hai una testimonianza, lo devi condividere. E così anche i beni finanziari. Persone che siedono accanto, e non sanno niente dell’altro - come e di che cosa vive? Non sanno nemmeno chi è? – dove la conversione? E dove lo Spirito Santo?
Senza conversione e senza frutti visibili della conversione lo Spirito Santo non è presente.
Chi vede le situazioni in Ungheria, e non fa passi nello spirito, in preghiere e suppliche, o anche finanziariamente, se non fa dei passi contro il peccato, non parliamo di carismi. Parliamo di peccato e di conversione. Molto triste la situazione che viviamo, e siamo noi i responsabili.
Che Dio mostri le nostre responsabilità… di che cose dobbiamo ravvedere! Non come farisei (sono un bravo ragazzo, perché ho osservato tutti i comandamenti), non come umanisti (do tutti i miei vestiti usati ai poveri)… non inganniamo noi stessi, e nemmeno Dio!
Le due tuniche significano: ama tuo fratello in ogni cosa, nel corpo, nell’anima e nello spirito! Veramente abbiamo fatto dei passi verso nostro fratello? Se esaminiamo noi stessi, ammetteremmo, che non ci conosciamo veramente bene. Come posso produrre i frutti della conversione? Quanti peccati taciuti! Bisognerebbe confessare: fratello, ho pensato male di te, perdonami! Ho parlato male di te, perdonami! Ho fatto male a te…ti ho derubato. Dovremmo iniziare noi.
Al popolo d’Israele, al Corpo di Cristo dice: ritorna da me! Non ti ho ripudiato, ma prima di incontrarmi, hai delle cose da sistemare! Dio vuole vedere i frutti della conversione, perché Lui è ansioso di vedere te, che hai la vista, e se hai dei frutti ben visibili, allora nemmeno la tua vista tarderà a essere retto. E la vista insieme alla conoscenza ti terrà lontano dai peccati, non farai il pubblicano, il soldato, e non cercherai i tuoi profitti.
Non è per caso il libro di Malachia è l’ultimo libro profetico prima del Nuovo Testamento. “Allora vedrete nuovamente la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve” il ravvedimento da Dio verrà seguito dal fatto, che vedremo Gesù Cristo! E vedere Lui significa andare davanti a Lui, riconoscendo come il Re!
Che cosa è accaduto dopo il battesimo? Il Padre ha testimoniato di Gesù Cristo. Così c’è scritto in Malachia. Ravvedete, e vedrete la differenza. Vedrai l’opera dello Spirito Santo, ossia sarà visibile Cristo, e le Sue opere nella tua vita.
Dio vi chiama a tornare indietro, e quelli che sono tornati da Lui potranno dire agli altri, attraverso la loro testimonianza, di ravvedere! Solo Cristo, e i suoi possono esortare di ravvedere.
Solo chi è tornato indietro può dare testimonianza di vita. Non dimentichiamocelo!
Spesso ci troviamo tra quelli che hanno due tuniche, anche per paura. Spesso anche noi come pubblicani guardiamo il nostro interesse: cosa ho di vantaggio nella comunità, di quella persona? Spesso esaltando noi stessi sottomettiamo gli altri… accontentati con quello che Dio ti ha dato, come missione, ruolo, servizio, compito, e non cercare di sottometterti nessuno.
La Parola di Dio non è per il tuo servizio!
I nostri pensieri devono testimoniare il nostro cambiamento. Se veramente abbiamo dato la nostra vita a Dio, allora sentiremo il peccato doloroso, e cercheremo di confessare, sistemare, e lo rinnegeremo odiandolo.Senza lo Spirito Santo non potremmo mai rinnegare, perché abbiamo così tanti desideri che devono essere uccisi dal Liberatore…anche il pentimento proviene dall’amore di Dio, quando comprendiamo la sua legge.
Senza Spirito Santo, senza Gesù Cristo non siamo capaci di rinnegare e odiare il peccato, ma l’unità della conversione e della nuova nascita, ossia per benedizione di Dio abbiamo potuto conoscere il Cristo Gesù!
Gli ebrei preparandosi a Jom Kippur, anche loro sono chiamati a ritornare da Dio. Ognuno a modo suo. Dio vede i cuori. Nelle sinagoghe hanno 10 giorni di pentimento, molte persone si presentano davanti a Dio, preparandosi con digiuno totale, aspettando con timore il giudizio di Dio… noi da tutto ciò siamo liberi, perché coloro che hanno avuto un autentica conversione, hanno ricevuto il dono della vita eterna. Questa è la via alla signoria di Cristo. La vera via, l’adempimento della redenzione di Cristo, quando i frutti sono integri, quando Lui, il nostro Signore fa vedere la differenza tra giusto ed empio, chi è il servo di Dio e chi serve il peccato. Non abbiamo bisogno di altro nella nostra vita.
Domani, quello che farai servirà il peccato, oppure no? Può darsi che con i tuoi soldi, con il tuo tempo libero sei servo del peccato?
Dio vuol far vedere nella vita di ognuno di noi, come usare i suoi doni nel servizio di Dio! Per crescere nel Corpo di Cristo.
Se non l’hai dato la tua intera vita nelle Sue mani, allora hai pure qualcun altro, e sei ancora in una situazione pericolosa, perché non ci riesci a distinguere la differenza tra il giusto e l’empio.
L’unica verità è Gesù Cristo, e noi dobbiamo tornare da Lui!
Tradotto da Zsanett S
Traduce dell'ungherese per Zsanett Samu
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