Orbàn Bèla:
09.10.2010.
Genesi 6:9-13 “Questi sono i discendenti di Noè. Noè fu un uomo giusto e irreprensibile nella sua generazione, e Noè camminò con Dio. Noè generò tre figli: Sem, Cam e Jafet. Ora la terra era corrotta davanti a Dio, e la terra era ripiena di violenza. Ora Dio guardò sulla terra ed ecco, era corrotta, perché ogni carne sulla terra aveva corrotto la sua via. Dio disse a Noè: Davanti a me la fine di ogni carne è giunta, perché la terra a motivo degli uomini è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme alla terra”
6:2-3 “avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle, e presero per loro mogli tutte quelle che essi scelsero. E l’Eterno disse: Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo, perché nel suo traviamento egli non è che carne; i suoi giorni saranno quindi centovent’anni”
Adamo, Eva, ed ogni cosa nel giardino dell’Eden avevano dei corpi spirituali, quel corpo, che ancora è sconosciuto per noi, ma avremmo dopo la resurrezione, in Paradiso, secondo le promesse di Dio.
Ai figli di Dio piacevano le figlie degli uomini, con quale si riunivano e generavano dei figli.
Che cosa successo? Chi sono i figli di Dio?
I figli di Dio, sono coloro chi vivono nell’ordine di Dio, e sono delle guide del popolo, e divenivano egoisti, e presero per sé delle belle donne.
L’inizio dell’egoismo dell’uomo… il mondo spirituale si è unito con il mondo carnale.
Anche gli esseri spirituali sono presenti in forma corporale, come i mandati di Satana, cosi, anche gli angeli.
Lo spirituale si è mischiato con la carnale, e gli esseri spirituali sono divenuti carnali, e per questo che Dio ha risposto: Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo, perché nel suo traviamento egli non è che carne; i suoi giorni saranno quindi centovent’anni.
L’uomo per primo ha perso il suo corpo spirituale che vigeva nel giardino dell’Eden, poi i figli di Dio s’immischiavano con le figlie degli uomini. E sicuramente è dilagata anche la violenza, perché i figli di Dio avevano potenza e forza, fisica o spirituale, i quali hanno cominciato a usare in modo inappropriato, per signoreggiare sui popoli.
Le ondate spirituali sono visibili anche agli occhi umani, perché lo spirito diventa visibile anche nel corpo, e Dio dice, che questo corpo non appartiene a me, e non voglio che viva all’infinito, non si moltiplichi il peccato, non si moltiplichi la violenza, perché quello significherebbero uomini sempre più forti, e potenze sempre maggiori che vanno contro di Dio, che possiamo notare anche oggi, quando attraverso le potenze spirituali sono diventati alcuni così forti, che si credono Dio, e fanno le battaglie contro Dio, vogliono diventare dei creatori, con la conoscenza di mappe DNA, e con tutte le alture delle sapienze scientifiche. Più vuole diventare potente, più presto avverrà che battaglierà contro Dio.
Noè fu un uomo giusto e irreprensibile nella sua generazione…trovò grazia agli occhi dell’Eterno. (Gen 6:8)
Ha trovato grazia, perché non signoreggiava, non opprimeva gli altri, viveva quello che ha ricevuto da Dio. In questo mondo pieno di violenza, possa servire per noi l’esempio, per cominciare una cosa nuova. Dove (New Age) tutti sono dei re, Dio può cominciare una cosa nuova con coloro, chi non desiderano essere prepotenti. Ossia non vogliono prevalere sull’altro, non vogliono signoreggiare, ma riconoscono solo in Dio l’unico Re e Signore, questo era l’unico vanto di Noè, perché era giusto. Cioè il suo sguardo era rivolto verso Dio, non si è allontanata né a destra, né a sinistra. Noè rimaneva fedele a Dio, quindi Dio ha avuto cura di Lui, e iniziato con lui qualcosa di nuovo, come conosciamo dalla storia di Noè.
Isaia 66:1-4. “Così dice l’Eterno: Il cielo è il mio trono e la terra è lo sgabello dei miei piedi. Dov’è dunque la casa che mi potreste edificare e dov’è il luogo del mio riposo? Tutte queste cose le ha fate la mia mano e tutte quante sono venute all’esistenza, -dice l’Eterno- Su chi dunque volgerò lo sguardo? Su chi è umile, ha lo spirito contrito e trema alla mia parola. Chi immola un bue è come se uccidesse un uomo, chi sacrifica un agnello è come se rompesse il collo a un cane, chi presenta un’oblazione di cibo è come se offrisse sangue di porco, chi brucia incenso è come se benedicesse un idolo. Come costoro hanno scelto le loro vie e la loro anima prende piacere nelle loro abominazioni, così anch’io sceglierò la loro sventura e farò cadere su di essi ciò che temono; poiché quando ho chiamato, nessuno ha risposto, quando ho parlato, essi non hanno ascoltato; invece hanno fatto ciò che è male ai miei occhi e hanno preferito ciò che mi dispiace.”
“ho chiamato, nessuno ha risposto”, la chiamata di Dio rivolto a Noè, il mondo è pieno di violenza, l’ha chiamato per iniziare una cosa nuova, a costruire una barca.
Per essere chiaro, la barca di Noè non era una vacanza, un rifugio, o una vincita!
Quando Dio ha chiamato Noè, e gli ha ordinato, di costruire una barca, in quel momento non l’ha salvata, o l’ha tirata al di fuori del mondo, ma l’ha messo da parte per adempiere uno scopo, l’ha santificata - che è del tutto differente di quello che spesso dicono i cristiani, “che Dio ci salverà da questa situazione”, e spesso vivono al di sopra delle stelle.
Del tutto è differente dalle nostre paure, quando Dio vuole a cominciare qualcosa di nuovo. E spesso credenti pieni di paure pregano a Dio di dargli una barca di poter fuggire da questo mondo che va a pezzi-, questo è una prigione scelto da te.
Non vuoi essere partecipe a questo mondo, ma così non sarai partecipe nemmeno a iniziare qualcosa di nuovo.
Noè è stato salvato per iniziare una cosa nuova, non la barca era la cosa più importante, ma il patto!
Quando Dio ci tira fuori da questo mondo pieno di malvagità e di violenza, non tira fuori per morire, per metterci dentro un barattolo, ma perché vuole a iniziare qualcosa di nuovo!
Vuole cominciare qualcosa di nuovo!
Per il riconoscimento del libro di Isaia tanti erano contrariati, perché sono stati portati al termine da tre scrittori diversi, e comunque tanti lo considerano come una storia del passato. E come nel libro di Isaia, e ovunque nella Bibbia bisogna prestare attenzione alle ripetizioni.
Il giudizio di Dio, da Lui permesso, non è una punizione di un dio spietato… questo si ripete sempre, come si ripete di continuo la disubbidienza dell’uomo. Se esaminiamo la storia di Noè, ha portato violenza tutto il miscuglio di spiritualismo e carnalità... e potrei elencare i figli di Dio, le potenze spirituali, come per esempio ho letto sul net, che un giuda battista ha dichiarato quanto è buono essere buddisti, ha avuto ed altri hanno dei risultati positivi facendo yoga, allora mi domando che razza di fornicazione è questo? Quali saranno le conseguenze di tutto ciò? Viviamo epoche di Noèniane. Quando in Ungheria Dalai Lama benedice e unge a migliaia di persone… Il prossimo passo sarà la violenza… e desideriamo a scappare, ma non fuggire che dobbiamo, ma andare davanti a Dio e vedere dove è il nostro posto. Bisogna essere fedeli, umili, e stare fermi qualunque sia l’andatura di questo mondo… non fuggire, non sgattaiolare …
Spesso si dicono, “mi sono nascosta per bene”… quello non è barca, ma tutt’altra cosa! La barca ha una strada da percorrere, ha uno scopo, e si alza il Sole, e trovi un rametto d’ulivo!
Intendiamoci, il senso della vita cristiana non è quello di scappare via dalle paure!
Noè fedelmente era presente, qualsiasi tempo che si faceva spiritualmente, e così che Dio ha potuto iniziare una cosa nuova, e vuole iniziare anche con te! Ed è sempre questo è la promessa per il residuo! In quell’occasione il residuo era otto, quando Dio comincia una cosa nuova, s’inizia sempre con un patto.
Non ci saranno più nuovi patti, solo la resa dei conti, e così possiamo collegare con il versetto preso dal libro di Isaia, dove parla del giudizio di Dio, che non è un giudizio, ma Dio semplicemente toglie la Sua mano da su di me, e mi trovo da sola, senza protezione… Da quando l’uomo è uscito dal giardino dell’Eden, questo è il suo problema perpetuo, che è senza protezione.. continuamente battaglia contro le leggi, cerca di sfuggire alle leggi della natura, che sono secondo Dio, e si battaglia di continuo contro questi invece di cercare l’armonia anche con la natura, ed imparare secondo le leggi di Dio, a possedere la natura.
Chi immola un bue è come se uccidesse un uomo – sono in contrasto.
chi sacrifica un agnello è come se rompesse il collo a un cane – Dio svela quella fusione che c’è dentro, che sei un uomo, ma ti hanno contaminato le cose spirituali; sono impuri i nostri sacrifici, fatte in modo pagano. E Dio vuole mostrare nella vita di ognuno di noi, quali sono i sacrifici che non hai fatto con cuore puro, quello che butti davanti a Lui, come se fosse per il cane.
Scarseggiano i sacrifici profumati, gli olocausti per ringraziamento, per i peccati, quei sacrifici che sono riferiti alla tua vita, ai tuoi peccati, che attendono la grazia di Dio, o come ringraziamento a Dio. La gratitudine verso di Lui, per ogni cosa!
Chi immola un bue è come se uccidesse un uomo – sempre di sacrifici si tratta: ammazzo il bue - sono “grande”.
Chi brucia incenso è come se benedicesse un idolo – a chi si accende l’incenso? All’onore della comunità, per il pastore, per la missione, per il mondo? Chi mettiamo in mezzo alle nuvole di profumi, ossia a chi diamo la nostra lode… al posto di Dio? E Dio … non parla, ma risponde…
Comprendiamo che tocca a noi il primo passo, e dopo solo fa Lui il Suo di passo. Il primo, il peccato è nostro, e poi la risposta: questa è la tua scelta.
Il primo passo, e le decisioni vengono sempre da noi, e Dio di conseguenza risponde: Non l’ho scelto Io, l’hai deciso tu… non l’ho scelto io di benedire la tua vita, io ti ho proposto, e la scelta l’hai fatta tu! Non l’ho scelto quel male, dove ti trovi, ma sono le conseguenze delle tue opere, che sono le tue scelte. La nostra vita è formata dalle decisioni e dalle scelte, dall’obbedienza e dalla disobbedienza.
Veramente le nostre decisioni, e gli sforzi compiuti da noi sono puri?
Chi immola un bue è come se uccidesse un uomo –la violenza, genera violenza…”chi immola un bue” – una dimostrazione di forza.
Dobbiamo esaminarci, e non solo la nostra vita, ma anche comunitariamente, siamo sicuri che non a noi stessi stiamo accendendo gli incensi, esaltandosi durante l’adorazione dedicato a Dio? (E mandiamo le E-mail: venite a vedere questo grande predicatore, al posto di dire, che grande guaio, se non metti a posto la tua vita..)
Dio vuole che mettiamo a posto le nostre vite.
Come costoro hanno scelto le loro vie e la loro anima prende piacere nelle loro abominazioni, così anch’io sceglierò la loro sventura e farò cadere su di essi ciò che temono; poiché quando ho chiamato, nessuno ha risposto, quando ho parlato, essi non hanno ascoltato;
Una delle cose più terribili che si può esperimentare: ho chiamato, e nessuno ha risposto. È stata rivolta la Parola di Dio, e non c’è una risposta!
E questo spesso lo soffro: per i nostri culti non c’è una risposta di conferma, qualcuno confermasse che quella parola era rivolta a lui, che mi ha accentrato, che l’ha cambiata la mia vita… sono rarissime le risposte di conferme…
E per le chiamate di Dio non c’è risposta…
L’hai sentito la chiamata di Dio? Non solo per il ravvedimento, non solo per la nuova nascita… ti chiama ieri, oggi, domani, ad avvicinare da Lui! Quando ti svii solo un poco dalla tua strada, Lui già ti sta chiamando! Con amore ti sta chiamando a ritornare da Lui... !
Dio chiama, e non c’è risposta… chiama, per non andare oltre, per non prendere quella direzione…
La Parola di Dio ti dà la risposta, che stai andando nella direzione sbagliata…
La Parola di Dio ti avverte, sia quando sei in contatto con Lui, sia con una predicazione…
Dio chiama ritornare da Lui! Non basta la conversione e la nuova nascita, ma abbiamo bisogno di una protezione e di una copertura totale, altrimenti Satana ci ridurrà a brandelli …
Non c’è una cosa più orribile di quando Dio vede le nostre vie, ci chiama, e non risponde nessuno. Andiamo davanti a Dio a lamentarci, dando a Lui le colpe delle situazioni in cui ci troviamo…non sarebbe un bene a rientrare in noi stessi e riconoscere: mi ha chiamato, ed io non ho risposto. Sarebbe utile usare questo metodo anche per le cure d’anime, al posto di stare là a ragionare, o tirare “colpi in testa” con la Bibbia, pronunciare questa mezza frase a qualcuno: Lui ti ha chiamato, l’hai sentito? Perché non hai risposto?- e questa non è un’accusa, è parlare amorevolmente! Quanto grande possa essere il dolore di Dio quando innumerevole volte la Sua chiamata non trova una risposta!
Quando ho parlato, essi non hanno ascoltato
Quando non sentiamo se qualcuno parla? – se si trova lontano! In quel caso solo le gride sentono… sei allontanato troppo!
Oramai stai signoreggiando con la violenza…ogni cosa è tua…
Non sei andato molto lontano… con la ricerca dei beni?
Si può andare lontano anche verso alto, o basso, o destra, sinistra… sei smontato e sei finito così in basso, che non senti.. ti credi troppo, e non senti…destra, sinistra, avanti, dietro, in alto, in basso…dove sei andato, che non senti? Dove sei? Sei troppo grande? Ti sei sotterrato in profondità? Ti sei allontanato, o cerchi nei metodi la Verità di Dio, la Sua giuda, e la Sua risposta?
Dio non urla, parla con un tono mansueto…
Dio parla, e le persone non la capiscono, non la sentono:
- Non è connesso…stai parlando con qualcuno, e lui assente, pensando ai suoi problemi.
- Si crede grande, perché fatto tanti studi, teologia e altre cose, e non capisce ciò che Dio vuole a dirgli.
- Si disprezza e non accetta a se stesso, né la sua identità, e dice “Dio non mi parla”. Spesso incontro delle persone, che talmente si credono indegni che si sotterrino.
DIO PARLA SEMPRE…MA TU DOVE SEI?
E questo episodio non è successo solo nell’Eden, ma si è ripetuto anche nel corso della vita del popolo prescelto, e vedendo questa ripetizione ci dobbiamo a soffermare esaminare anche la nostra vita: Dio ha parlato, ma tu che non eri nel tuo posto! Te ne sei andato in giro da qualche parte…ma Lui ha parlato, ti avvisato, e tu ti sei allontanato.
Credo, che per vedere cambiamenti nella nostra vita, nella famiglia, nelle comunità, nella società, dobbiamo avvicinare sempre di più a Dio… non a nascondere nella barca!
La barca non è un nascondiglio!
La barca è uno stato, una preparazione, oppure un periodo nel quale tu non puoi essere partecipe. Può darsi che Dio ti toglie fuori da una comunità, perché lo giudicherà, ma questo non significa, che te la sei scampata e adesso stai braccia in braccia.
Aspetta con pazienza di vedere quando e dove Dio aprirà le porte, ma ciò che è successo non ti riguarda.
Isaia 66:5 – Ascoltate la parola dell’Eterno, voi che tremate alla sua parola. I vostri fratelli, che vi odiano e vi scacciano a motivo del mio nome, hanno detto: “Mostri l’Eterno la sua gloria affinché noi possiamo vedere la vostra gioia.” Ma essi saranno confusi.
I vostri stessi fratelli che vi prenderanno in giro, chiedendo dov’è il vostro Dio! Coloro dubitano su Dio. Mettere in dubbio la tua gioia in realtà è dubitare della potenza e dell’autorità di Dio.
I vostri fratelli, che vi odiano e vi scacciano a motivo del mio nome – se vieni offeso per il motivo di Cristo, non meravigliarti che ai tuoi fratelli non piacerà di chi parla la tua vita, il tuo Re! Quando stai testimoniando di Cristo, sono proprio i tuoi fratelli a dirti di farti vedere di che pasta sei fatto… in mezzo ai fratelli è presente non solo l’odio, ma anche lo spirito dell’Anticristo.
Non avrei gioia, se Cristo non fosse nella mia vita; non avrei gioia se Cristo non mi avrebbe reso libero, e non sarebbe il mio Signore! E quando qualcuno mi domanda dov’è la mia gioia, in quello stesso momento sta dubitando se è presente il Messia nella mia vita. Dubitano della presenza dello Spirito Santo.
Non sono i pagani a fare tutto ciò, ma i tuoi fratelli!
I vostri fratelli! … come sei ridotto, stai ad elemosinare, che vita stai facendo, guarda me, quanto sto bene, quanti soldi ho nella banca, e quanto siamo numerosi nella nostra comunità…dove la tua gioia, perché io ho la gioia, perché, sono “super-forte”, sono ricco, Dio, prendi…il sangue del cane…e mi esalto: vedi quanto sono forte…ed accendo l’incenso per me stesso… e Dio ti dice: io ho parlato…
Dio parla sempre, Lui non sta come un muto… siamo noi muti…spesso disubbidendolo…altre volte perché ci crediamo più grandi di Dio.
Essere muti è un segno che può indicare disubbidienza, o sordità, o legami.
La Parola di Dio parla sempre, noi dobbiamo rispondere. Non quando allontanando, mi sento abbandonato, ma bisognerebbe rispondere subito dopo che sento la Sua chiamata, la Sua Parola.
Le Bibbie si trovano in tutti luoghi della Terra, ma tu dove eri, quando Io ho parlato?
Che cosa impegnava il tuo tempo, che non hai trovato tempo per me?
Quanto eri disposto a sentirmi? Oppure forse pensi che il mondo giri attorno a te? Non te ne accorgi, che sei un puntino piccolissimo nell’Universo?
La Parola di Dio è sempre attuale: Lui non solo fa vedere la nostra disubbidienza, e le conseguenze dei nostri peccati, ma nello stesso momento ci da anche la possibilità, liberandoci. E Noè, oppure il suo popolo, è l’esempio.
“Una voce di frastuono esce dalla città, una voce viene dal tempio; è la voce dell’Eterno che dà la retribuzione ai suoi nemici. Prima di provare le doglie di parto ella ha partorito; prima che le venissero i dolori, ha dato alla luce un maschio. Chi ha mai udito una cosa simile, chi ha mai visto cose come queste? Nasce forse un paese in un sol giorno, o una nazione viene forse alla luce in un istante? Poiché Sion, appena ha sentito le doglie, ha partorito i suoi figli. ” (Isaia 66:6-8)
Il frastuono è sempre riferito allo Spirito Santo.
Di chi parla qua la buona notizia? Non sta parlando di Israele, perché Israele lo nomina come sua moglie, qua sta parlando di Jeshua HaMasshia: L’ha partorita prima della creazione, Lui era l’inizio di ogni cosa.
Prima di provare le doglie del parto, lei ha partorito un maschio: Questa è la testimonianza della creazione, Dio con Lui ha dato l’inizio.
E parla del Figlio, nella Golgota: quando Suo Figlio è nato, e quando è morto per noi, ed è nato un popolo.
Quando Gesù Cristo ha adempiuto il sacrificio della redenzione, è nato un popolo.
Questo è l’ordine cronologico di Dio.
L’amore di Dio: prima delle doglie è ha già partorito il Cristo.
E Cristo ha partorito nel dolore.
“Io che faccio partorire chiuderei forse il grembo materno?”, dice l’Eterno. – parla di Gesù Cristo.
“Rallegratevi con Gerusalemme ed esultate con lei, voi tutti che fate cordoglio per lei, affinché siate allattati e saziati al seno delle sue consolazioni, affinché beviate copiosamente e vi deliziate con l’abbondanza della sua gloria … Come un figlio che sua madre consola, così io consolerò voi e sarete consolati in Gerusalemme”
“Io porrò un segno nel loro mezzo e manderò alcuni dei loro superstiti alle nazioni: a Tarshish, a Pul e a Lud, che tirano l’arco, a Tubal e a Javan, alle isole lontane che non hanno udito la mia fama e non hanno visto la mia gloria; essi proclameranno la mia gloria fra le nazioni, e ricondurranno tutti vostri fratelli da tutte le nazioni come un’offerta all’Eterno, su cavalli, su carri, su portantine, su muli e su dromedari al mio santo monte di Gerusalemme”, dice l’Eterno. (Isaia 66:19-20)
Questa promessa di Dio, tanti lo interpretano che è per Israele. Dio certamente vuole l’inizio del servizio del popolo scelto, ma Lui manda i liberati tra le nazioni, e quindi non solo privilegio degli ebrei di essere a servizio di Dio, ma di tutti i suoi chiamati, di tutti liberi.
Un grande messaggio di Dio: solo il libero può liberare! Chi è prigioniero non lo può.
Siamo veramente liberi?
La libertà significa che Gesù Cristo signoreggia sulla nostra vita.
Non basta la conversione, la liberazione, ma bisogna far parte del Suo Regno, per poi poter essere mandati da Lui, per proclamare il Suo Regno.
Tutta la terra appartiene a Dio, e il Suo progetto, che Jeshua HaMasshia (Gesù Cristo) regni su tutta la terra.
Per questo, devo essere liberato, accettare quella barca che Dio mi vuole dare.
Questo non è un privilegio, o un premio, ma uno stato come quello di Noè: senti la parola di Dio, e non ascolti ciò che c’è nel mondo, tu non devi ammazzare il bue, tu non sei forte. I tuoi sacrifici devono essere puri, essere fedele in tutto per tutto, e solamente così poi essere libero da quel mondo che Dio giudicherà. Non con diluvio. Questo mondo è sempre sotto giudizio, se ti guardi attorno, lo noterai.
Poi essere libero da questo mondo!
Dio manda i liberi come i suoi testimoni, per rendere testimonianza della Sua liberazione alle nazioni.
Questo è il nostro compito. Stare fermi con obbedienza, e non dare ascolto alle voci.
E in questo stato comprenderemo la parola di Dio: se ci allontaniamo un po’, Lui ci chiamerà.
Ci chiama, perché vuole raddrizzare i nostri sentieri, e ci rende sempre più liberi, ci avviciniamo sempre di più da Lui, e avremmo un udito sempre più acuto.
L’obbedienza è collegata con l’ascolto, perché più ci troviamo vicino da Dio, più forte sentiamo la chiamata, e la promessa di Dio.
Si potrebbe dire, più uno si avvicina alla fine della sua vita, più lo sente la voce di Dio.
Tutti chiassi della gioventù si attenuano. Una benedizione anche la vecchiaia sulla via di Cristo, perché dobbiamo sentire sempre di più la Sua voce, e se non la sentiamo, significa che stiamo andando in una direzione diversa, perché qualcuna ci ha fatto girare la testa, e siamo divenuti sordi.
Accostare sempre di più da Lui, per sentire meglio.
“Poiché come i nuovi cieli e la nuova terra chi io farò sussisteranno stabili davanti a me, così sussisteranno la vostra progenie e il vostro nome. E avverrà che di novilunio in novilunio e di sabato in sabato ogni carne verrà a prostrarsi davanti a me” (22-23)
Questa è la promessa di Dio: un nuovo cielo, e una nuova terra.
Non dice che cambierà, parla di nuovo!
Il nuovo significa creazione. E quando leggiamo nel continuo che sabato tutti andranno davanti a lui, dovremmo capire gli insegnamenti riguardo ai sabati.
“Quando essi usciranno, vedranno i cadaveri degli uomini che si sono ribellati contro di me; poiché il loro verme non morirà e il loro fuoco non si estinguerà, e saranno in orrore ad ogni carne”.(24)
Un discorso molto difficile, sono pochi coloro, che hanno il coraggio di affrontare. Sembra di vedere un giudizio in tutto ciò. Non si tratta di un fuoco purificatorio, il quale, secondo ragionamenti umani di alcune chiese (e non solo i cattolici), interpretano come un mezzo per ottenere la salvezza.
Per comprendere meglio il significato della Geenna:
Vicino a Gerusalemme, nella valle della Geenna (Gehina) portavano le mondezze, e i cadaveri degli uomini depravati, dove bruciavano il tutto, in un modo del tutto irregolare, perché non si potevano bruciare i corpi, ma lo facevano lo stesso; quindi pensando alla valle della Geenna, capiremo, che là c’è un giudizio continuo.
Ancora oggi brucia la geenna, ancora oggi ci sono chi perdono la loro salvezza, e muoiono ancora in vita.
Che cosa è il verme? Si può perdere la vita eterna? Esiste la dannazione già in questa terra?
Uno dei significati della parola “verme” è “depravato”.
Nel nostro rapporto con Dio ci sono diversi livelli: obbediente – disobbediente – ribelle.
Essere depravato, è respingere le leggi di Dio. Porsi al di fuori delle leggi di Dio, una consapevolezza di diventare nemico di Dio. Chi ha peccato, ha inciampato, ancora non è l’avversario di Dio, là ancora c’è la grazia, ma dove è presente la depravazione, là si tratta del mondezzaio, della dannazione vissuta già in questa terra.
E quando la Bibbia parla dei vermi che non muoiono, deve essere chiaro, nonostante la giustizia praticata da Dio su questa terra, il verme, lo spirito depravato non è stato ucciso da Dio. Ancora no. Lo spirito sarà ucciso nel giudizio finale.
Quando guardo attorno, posso notare tanti cadaveri brucianti, tanta mondezza umana, sia del corpo o dell’anima in fiamma.
Morire fisicamente non significa anche la morte di quello spirito che rappresentava la persona. Sono costantemente presenti aspettando il giudizio di Dio. E se qualcuno giudicato in questo modo, è dannato.
Tornando ai versetti precedenti di Isaia: al posto del bue ammazza l’uomo, al posto del sangue del sacrificio, sangue del cane… ci sono tante cose (es. il potere), che possono sviare, traviare, sedurre.
“ho chiamato”, “ho parlato”
Sapete quanto è grande la nostra responsabilità?
Sei cosciente fin quando il tuo rifiuto è disobbedienza, e quando è disprezzo verso Dio?
Né sei consapevole che la tua opposizione può diventare una dannazione eterna?
Sai, che ha un limite la grazia di Dio? Dopo di che è il mondezzaio.
Appartengono a Lui il giudizio, e anche la condanna.
Sai quale responsabilità è non rispondere alla Sua Parola, non sentire la Sua chiamata? E quanta responsabilità, se per causa tua altri non sentono la Parola? O chiami a qualcuno a qualunque posto, e a causa di questo lui non risponde alla chiamata di Dio.
Sei consapevole della tua responsabilità verso di te stesso, e verso gli altri, in questa faccenda?
“Ti ho chiamato, ti ho parlato” – fermati subito, e rispondi!
Non sono un gioco, la nostra vita cristiana, il nostro sacrificio, le nostre parole!
Se Dio ti parla, e tu non rispondi, oggi sei disobbediente, ma domani dirà, che sei ribellato!
Se dici che non t’importa Dio, ti sei già messo contro.
Se sei caduta cercando i tuoi scopi, e la realizzazione dei tuoi desideri, può darsi che sei solo disobbediente, ma dove è il limite?
Conosci lo spirito che abita in te, tu che a causa dei tuoi desideri vuoi diventare nemico di Dio?
Quello che regna nel presente, dappertutto nel mondo, è tutto è la conseguenza dei nostri peccati.
Satana usa a noi per maledire Dio, dicendo, che è Dio che ci ha dato quel male, dove ci troviamo: “Come ha potuto permettere Dio tutto ciò?”
…
Dio ha parlato. Può darsi che ai tuoi antenati.
Nelle cose di tua responsabilità parla pure a te!
E il concetto della salvezza: “Sì, Padre!”
Lo sai, se non annunci il tuo “sì” può diventare anche no?
Il “no” è disobbedienza, ma può essere anche disprezzo verso Dio, e in quel caso la risposta di Dio, è la geenna.
Non c’è fuoco purificatorio, ma c’è un fuoco incessante, che purifica di continuo ogni uomo.
Dio purifica di continuo la terra, ma il verme è sempre presente.
La parola “verme” in latino comprende in sé significati come “diavolo”. Finché l’uomo è presente sulla terra, il diavolo non muore, solamente nel giudizio finale.
Questo messaggio è rivolto a te: Ti riscatto per una cosa nuova!
Dio chiama fuori a ognuno di noi, come a Noè, non semplicemente vuole a salvarti, ma a cominciare una cosa nuova!
Sei stato chiamato fuori, per iniziare una cosa nuova!
Dio è dinamica, Dio ti dice: ti ho salvato, sei mio, ma domandami, perché ti ho parlato, quale è il tuo compito!
Dio ti ha salvato, perché vuole una cosa nuova, e per il suo progetto servi anche tu.
La tua “sì” o “no” mostra se sarai anche tu partecipe a questa nuova creazione, oppure no. Nel nuovo cielo e terra devi nascere di nuovo e vivere là, nel corpo spirituale, questo è il progetto di Dio, è tornare alle origini.
Rifletti bene sulla tua chiamata, sei sicuro che abbia detto sempre il “sì”?
Possiamo stare benissimo, convertiti, battezzati, nati di nuovo e nonostante ciò dire il “no”. Perché non siamo andati avanti, perché non abbiamo sentito la chiamata, la sua parola. Perché dopo la conversione e la nuova nascita qualcuno ci ha sviato, e noi ci siamo allontanati da Dio.
Non sono tutti posseduti dai demoni, ci sono tanti che sono stati ingannati.
Ci sono alcuni posseduti, che hanno come scopo proprio quello di sviare gli altri.
Smettiamo con le illusioni di pensare che i nati di nuovo siano delle creature particolari, appartenenti a una classe superiore!
La barca di Noè non era per Noè, ma perché Dio vuole fare una cosa nuova!
Tutto l’amore, la grazia, la chiamata di Dio è per il nuovo, al quale tu puoi decidere, di voler essere partecipe, oppure no!
Tradotto da Zsanett S
Traduce dell'ungherese per Zsanett Samu
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